Nessuno tocchi Luttazzi (almeno a Teatro)



di Stefano Vosa

Torna al Diana il comico vittima della censura governativa.
Parlare di Daniele Luttazzi senza che venga in mente la sua vicenda professionale è cosa difficile se non impossibile. Ed è impossibile dimenticare l’editto Bulgaro con il quale la tv italiana gli diede il ben servito 8 anni fa e l’ostracismo mediatico che ne è seguito. Non è però questo il luogo ( e d’altronde non gioverebbe allo stesso Luttazzi) delle commiserazioni. Piuttosto è interessante capire (e lo spettacolo in scena al Diana aiuta in questo) i motivi profondi di un esilio visto di buon occhio dall’intera classe politica italiana.

La satira feroce ed eversiva di Luttazzi illumina il legame strettissimo tra sesso e politica e viola ogni tabù del belpaese. A partire da quello relativo alla religione,forse il  più grande di tutti, considerato che la maggioranza degli italiani conserva un timore reverenziale e bigotto su questo tema. Fu proprio la satira religiosa ( su un enciclica di Papa Ratzinger) a determinare l’ennesimo stop da parte della tv nostrana;  in quel caso la 7 non se la senti di disobbedire ai dictat della (falsa) morale italiana e decretò la chiusura del suo show.

Oggi il comico riminese ritorna con la versione aggiornata di un monologo che lo portò al successo nel lontano 1996. “Va dove ti porta il clito” è una parodia del quasi omonimo bestseller strappalacrime della Tamaro,una satira irriverente che contrappone ai buonisti valori del romanzo altri decisamente politically scorrect. Si ride, ed è un riso liberatorio e terapeutico perché prevede la presa coscienza della propria oscenità. Di quel misto di pulsioni,sessualità e volontà di potenza insiti nella natura umana e rinnegate dalla morale comune. E’ questa la chiave che permette a Luttazzi di guardare dalle viscere i meccanismi della politica. E ciò lo rende pericoloso perché inattaccabile in quanto fa riferimento ad una realtà che è oltre ogni mistificazione pseudo culturale.

Luttazzi è guardato con sospetto perché non si ferma davanti a nulla,non lascia che nessun baluardo dell’inganno sociale resti in piedi. E i partiti politici in Italia si sa, vivono di baluardi,luoghi comuni da sbandierare all’occorrenza per tenere al guinzaglio malcapitati elettori. Famiglia, morale cattolica, libertà....

Stefano Vosa
10 dicembre 2009

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