Il Papa e Berlusconi due facce ed un destino al tempo di Facebook



di giovanni.dicecca

A distanza di soli 11 giorni il Premier Berlusconi e Papa Benedetto XVI sono stati vittime di due attentati che solo per fortuna hanno avuto due esiti diversi, ma altrettanto sconvolgenti.
La notte di Natale in Vaticano una giovane squilibrata, Susanna Maiolo, salta le transenne e dà una spinta al Papa facendolo cadere e fà cadere con lui anche il Cardinale Etchegaray  il quale riporta una frattura al femore ed è attualmente ricoverato al Gemelli (il Vaticano n° 3 di Papa Giovanni Paolo II).
Se i due precedenti di Aldo Moro del 1978 e Papa Giovanni Paolo II nel 1980 fecero enorme scalpore e fu unanime la condanna, al tempo di Facebook dove, a questo punto tutto può accadere, le cose sono profondamente cambiate.
La spirale d'odio di questi ultimi tempi, giusto per usare un termine abusato, sta scatenando un effetto stranissimo di protesta che dalle piazze reali si è trasferita alle piazze digitali, dove atti inconsulti di poveri mentecatti (se uno è squilibrato mentale in fin dei conti non è capace di intendere e di volere) diventano eroi per aver attaccato il personaggio che più c'è antipatico.
Su Facebook, ancor oggi, se si cerca Massimo Tartaglia, e da ieri sera, Susanna Maiolo, si possono trovare pagine in cui viene esaltato il gesto di questi poveri pazzi.
Ma cosa vuol dire?
Non sono un sociologo, ma adoperando il classico buon senso è probabile che stiamo assistendo ad un fenomeno nuovo che era impensabile solo alcuni anni fa e cioè la perdita  del confine tra realtà e finzione.
Ad onor del vero i media quando accade un fenomeno di questo tipo ci sguazzano alla grande, ma è vero anche che esiste una certa stampa (e non voglio fare polemica) che ispirandosi al sacrosanto prinicipio della libertà di stampa come riportato all'articolo 21 della Costituzione (o almeno della Costituzione vigente...), non si fa scrupolo di aggiungere benzina su un fuoco già caldo e sempre più pericoloso.
Il male incurabile che affligge la nostra storia passata e presente, quella delle fazioni Guelfe e Ghibelline, siano esse in politica, sport, religione, e l'incapacità di fare autocritica per proseguire in processo di consapevolezza ed evoluzione, stanno facendo tornare a galla i mostri di un passato recente rimosso troppo in fretta per nascondere scomodi scheletri politici.
Chi sarà il prossimo?
E soprattutto: sarà solo uno spintone, una statuetta lanciata, o cos'altro?
Se non si spezzano le catene dell'odio... ahi noi dovremmo solo aspettarci il peggio!!!

 

 

Giovanni Di Cecca
25 dicembre 2009
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L'unico terrorismo è quello

L'unico terrorismo è quello di questo articolo che fomenta un'insensata paura quasi fossimo alla vigilia di un invasione extraterrestre! Innanzitutto cambierei il termine attentato che trovo inadeguato e farsesco con aggressione. Non mi sembrava poi che in questo giornale fosse all'ordine del giorno la banalizzazione degli eventi sociali e politici fatta da stravaganti tuttologi. Benvenuta disinformazione!

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