Le nebbie che avvolgono il Forum Internazionale delle Culture 2013 sono state di colpo squarciate da Luigi de Magistris con un annuncio clamoroso: Napoli avrà nel 2013 la sua Woodstock. Sempre più event manager che sindaco di Napoli, il primo cittadino, dopo le rovinose World Series dell'America's Cup, ha dato nuovo fiato alle trombe della propaganda.La location questa volta sarà la conca di Agnano. Un fondo di vulcano lambito da una sola arteria stradale, sulla quale il primo cittadino pensa di far transitare dalle 3 alle 400 mila persone. Dopo la “valorizzazione” di via CaraccioIo, desertificata da un’insensata quanto distruttiva ZTL, il sindaco intende rivalutare l’ampia disponibilità di spazi, compresi quelli dell’ippodromo le cui attività versano in una profonda crisi.




Pubblichiamo il primo di tre articoli apparsi sul Manifesto del 20 aprile. Articoli che ben fotografano il modo in cui la Giunta de Magistris sta portando avanti il suo disegno politico. Decisioni che sconcertano e si pongono in aperta contraddizione con la sbandierata intenzione di produrre una rivoluzione civile e sociale per rilanciare la città di Napoli. Un rilancio che oggi è sempre più nelle mani di gruppi di potere e lobby che si muovono in modo ambiguo condizionando il governo della città.
di Marco Demarco su VediNapoli 13/04/2012
di Marco Demarco sul 

di Marco Demarco Fonte Cormez
di Marco Demarco sul
Un caso può costituire l'eccezione, ma tre? Le riabilitazioni di de Magistris cominciano a diventare un problema politico. Il tema di fondo è la credibilità del giustizialismo. Vediamo.
e il mondo, allo stadio accanto al presidente De Laurentiis per farsi ammirare in mondovisione ad assistere al trionfo contro l'odiata squadra del premier, in Duomo per il miracolo di San Gennaro. Il sindaco di Napoli non conosce limiti, macina chilometri su chilometri pur di mantenere la media della sua esposizione mediatica. Qualcuno potrebbe obiettare che si dovrebbe puntare a pulire la città di Napoli tutti i giorni, preoccupandosi meno della pulizia del mondo o di quella una tantum modello cleanup, ormai tanto in voga nei vari quartieri che a turno vengono scelti come palcoscenico della demagogica rappresentazione ambientalista. I più critici potrebbero contestare anche il suo presenzialismo allo stadio San Paolo: giro di campo alla presentazione della squadra, partita in tribuna ad assistere alla sfida con il Milan, perché se a Napoli non segui il calcio non hai futuro.
di Michele Franco - tratto da
In uscita un libro-intervista sul sindaco: niente monnezza, ma tra donne e Idv pensa solo a se stesso. "Sarò ministro. E piaccio"
di Marco Demarco, direttore del Corriere del Mezzogiorno
Oliviero Toscani fotografa il nuovo sindaco di Napoli in una versione inedita
di Luca Maurelli
di Gianluigi Paragone da Libero
Gad Lerner, su "Repubblica", parla di «orgoglio padano» e Antonio Galdo, su "Il Mattino", descrive una Lega che si mette di traverso. Ormai è una gara a chi colpisce con maggior durezza il Carroccio. Eppure, provocazione per provocazione, qui dovremmo parlare di «orgoglio pugliese» e di un Vendola, non di un Calderoli, che si mette di traverso. E già, perché il decreto di cui tanto si parla a proposito dei rifiuti di Napoli, genera non da una iniziativa del Veneto o del Piemonte, bensì della Puglia ecologista di Vendola. Un particolare, questo, che tutti omettono. Perché?
Colpisce una cosa del successo napoletano di Luigi de Magistris ed è la riproposizione, in piccolo, dello schema politico del 1993. Le primarie stanno al posto delle inchieste di tangentopoli; oggi come allora c’è una radicale delegittimazione della classe politica e, per dirla con il Bassolino di quegli anni, un’amministrazione comunale che da tempo, ormai, non rappresenta più la città. Lo stesso exploit dell’ex pm ricorda il successo analogo, ed effimero, dei campioni del cambiamento di allora, come Claudio Fava a Catania, sconfitto di misura alle comunali da Enzo Bianco che capeggiava una coalizione di centrosinistra. Un destino che non è toccato oggi al prefetto Morcone.
di Paolo Macry - Corriere del Mezzogiorno




