«Solo un imbecille può pensare che, in un momento come questo, aumentare l’Iva di due punti, o anche di uno solo, renda qualcosa».
(Intervista tratta da Libero, 7 giugno 2012)
Antonio Martino non è mai stato tenero con il governo Monti. Stavolta, però, il deputato del Pdl, ex ministro della Difesa del governo Berlusconi, ci va giù pesante. Nel mirino c’è l’annunciato incremento dell’Imposta sul valore aggiunto: «Il governo lo vuole capire o no che il contribuente italiano è stato già spremuto? L’aumento dell’Iva provocherà minori incassi e il governo perderà altri soldi».
Anche la Corte dei Conti ha lanciato l’allarme: più tasse significa «impulsi recessivi».
«Io l’ho ripetuto ad nauseam. Più si tassa, meno si produce e meno c’è lavoro».
E adesso è in vista anche l’aumento dell’Iva. «Inevitabile», per il governo.
«Un’affermazione frutto della totale e assoluta ignoranza di alcune idee di base di Scienza delle finanze».
Quali, professore?
«Non scomodo gli stranieri, ma gli italiani: Alberto De Stefani, all’inizio degli anni Venti, scrisse che il modo migliore per aumentare il gettito erariale era quello di ridurre le aliquote, non di aumentarle. Un concetto sostenuto anche da Luigi Einaudi e diventato famoso grazie ad un americano, Arthur Laffer».
La curva di Laffer.
«Laffer dice una cosa banalissima e vera al lo stesso tempo: se l’aliquota fiscale è zero, il gettito è zero. Se l’aliquota è a 100, il gettito è sempre zero, perché la gente non lavorerà per poi vedersi rubare tutto ciò che ha guadagnato».
Dove vuole arrivare?
«Tra zero e cento, il gettito è positivo. E ci sarà inevitabilmente un punto in cui il gettito è massimo. Per cui se le aliquote aumentano oltre quel punto, il gettito fiscale diminuisce».
In Italia siamo arrivati a quel limite?
«Credo di sì: la fiscalità è troppo alta e il reddito è in calo; i cittadini hanno meno soldi da spendere e il gettito diminuisce. Solo un imbecille, ripeto, può credere che, aumentando le aliquote, come per miracolo aumenti tutto il resto. Lo sa che nell’ultimo anno il consumo di sigarette è diminuito del 10% e quello della benzina del 20%?».
E questo che significa?
«Oltre al fatto che questi beni sono stati tassati troppo, la diminuzione del reddito ha fatto sì che c’è stata gente che ha dovuto smettere di fumare o di girare in automobile. E questo nonostante sigarette e benzina siano beni poco sensibili al prezzo».
Per non aumentare l’Iva bisogna trovare quattro miliardi di euro.
«Vorrei fare un ragionamento molto semplice, tale che anche i super tecnici che ci governano possano capirlo».
Prego.
«Nel 2010, il gettito complessivo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e quello sul reddito delle società e delle attività produttive ha reso, complessivamente, il 19,6% del Pil».
E quindi?
«Queste aliquote da confisca hanno fruttato meno del 20% del Pil. Un’unica aliquota del 20% avrebbe reso di più».
Intanto Mario Monti incalza: «Saremo ancora più duri contro l’evasione».
«Una fesseria. Non è l’evasione il problema. Gli evasori ci sono e vanno perseguiti, ma non è che quanto più l’esecutivo è duro, tanto più incassa. Il problema è l’ elusione e l’erosione, i metodi legali per non pagare le tasse».
In Parlamento è in discussione la ratifica del “fiscal compact”, la disciplina fiscale europea. Lei lo voterà?
«Dovranno passare sul mio cadavere. Si tratta di una delega di sovranità vergognosa a favore di un altro Stato. Ci stiamo consegnando, con mani e piedi legati, alla Germania. Come una colonia. Il fiscal compact è insensato e ingiustificato».
Nel Pdl sono in pochi a pensarla come lei.
«Farò presenti le ragioni per le quali non voterò il testo. E penso che qualcuno sarà d’accordo con me».
Ma il fiscal compact impone il pareggio di bilancio nel 2013.
«E questo ucciderà l’economia italiana. Poiché non c’è il tempo per ridurre le grandi categoria di spesa, ad esempio la sanità, dovremmo pareggiare il bilancio a questo livello di spesa pubblica: il 52% del Pil. Ciò significa che il contribuente medio dovrà versare al fisco il 52% di quello che guadagna. E quello sopra la media quanto? Il 70, 180 o i1 90%?».
Un’apocalisse fiscale…
«Ci sarà un nuovo e più semplice modello per dichiarare i redditi. Di due righe: la prima chiederà di indicare il nostro reddito, la seconda di versarlo tutto allo Stato».
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