Riduzione dei servizi e ampliamento del numero degli enti socio-educativi nella proposta dell'assessore alle politiche sociali
L'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Sergio D'Angelo, ha avviato un confronto con i responsabili dei centri diurni socio educativi per favorirne la riorganizzazione. L'obiettivo dichiarato è quello di aumentare il numero di minori raggiunti dal servizio, a parità di risorse finanziarie investite, così da potenziare e qualificare le attività di sostegno e affiancamento alle famiglie dei minori in carico.
Se l'intento è apprezzabile, diverse zone d'ombra emergono nel documento proposto dallo stesso assessore, relativo all'ipotesi schematica di riorganizzazione dei centri.
LA PROPOSTA - L'obiettivo per il 2012 è la definizione di una nuova convenzione che regolerà i rapporti tra Comune ed Enti attuatori, ma soprattutto di "aumentare considerevolmente il numero degli enti socio educativi che alla fine del percorso previsto decideranno per la riconversione in Centri Diurni Polifunzionali". Per produrre un simile risultato occorrerà modificare i tempi di permanenza dei minori presso i centri, trasformando le modalità di accesso al servizio. In particolare, "le prestazioni da rivedere sono: vitto, trasporto e attività estive". In sostanza viene messo in discussione gran parte dell'impianto su cui si fonda l'assistenza ai minori che vivono in condizioni disagiate, a rischio evasione scolastica, ma soprattutto costretti a risiedere in contesti particolarmente difficili.
Fino a oggi la priorità è stata la sottrazione dei minori ad ambienti degradati, stimolandoli nella realizzazione di attività ludiche e formative. Con la proposta di D’Angelo s’intende cambiare i parametri di accesso e i termini del servizio stesso. Quali saranno i criteri di ammissione dei nuovi enti socio-educativi non è ancora chiaro, ma saranno in ogni caso meno stringenti, con un inevitabile impoverimento della qualità del servizio, attraverso l’introduzione di valutazioni di carattere prettamente economico e quantitativo.
IL RUOLO DI D’ANGELO - La designazione di Sergio D'Angelo alla guida dell'assessorato alle politiche sociali, suscitò grandi polemiche per l'evidente conflitto d'interessi derivante dagli incarichi ricoperti dallo stesso assessore fino a poche ore prima della nomina. Già presidente del gruppo di imprese sociali Gesco, ha ricoperto la carica di presidente di Legacoop Campania e di Fondazione Affido, creata con il sostegno della Regione Campania (a guida Bassolino) e della Fondazione Banco di Napoli.
I DUBBI – Dubbi e perplessità che trovano conferme con la proposta in esame, tanto da accrescere i timori di molti addetti ai lavori circa le ragioni di fondo di un cambio di rotta che rischia di compromettere la sopravvivenza delle strutture che operano, pur tra mille difficoltà, nel settore. La sensazione è che si vogliano agevolare nuove realtà che non rientrano nei parametri imposti fino a oggi. L’assalto alla diligenza è solo all’inizio.
Paolo Carotenuto
13 febbraio 2012








