Esplode la polemica contro l'azienda speciale del Comune di Napoli. In rete un gruppo denuncia i ritardi nella raccolta.
Da numerosi giorni i rifiuti ingombranti vengono ritirati in ritardo o in modo parziale. È facile imbattersi in mobili, specchi, materassi, comprensivi del codice che la società responsabile della raccolta, ASIA, fornisce ai cittadini che contattano preventivamente il contact center. In sostanza non si tratta di sversamenti abusivi, bensì della normale procedura indicata sul sito della società.
Tra i servizi offerti da Asia Napoli nell'ambito della raccolta differenziata, rientra anche quello dello smaltimento dei rifiuti ingombranti. Tra questi rientrano mobili, computer, elettrodomestici, sanitari, ovvero materiali che non possono essere gettati con la normale spazzatura e che non possono assolutamente essere lasciati in strada per giorni. A tal fine è stato istituito il numero verde 800161010, dove un'operatrice fornisce un codice da applicare agli oggetti e indica quando portare in strada, all'ingresso del proprio palazzo, i materiali.
Il servizio, che è gratuito, si sta imbattendo in una serie di problematiche che ASIA al momento non ha ritenuto di condividere. Strade come via Palizzi, via Sanfelice, ma anche le vie adiacenti piazza Garibaldi, per giorni hanno mostrato a ogni punto di raccolta, rifiuti ingombranti non rimossi.
Si aggiunga che in questi giorni, in alcune zone della città, anche la raccolta ordinaria procede a singhiozzo, con il mancato svuotamento dei cassonetti. Una situazione che riapre inquietanti interrogativi e torna a far crescere la preoccupazione nei cittadini. Al punto che in rete, nei giorni scorsi, è nato un gruppo facebook di denuncia, intitolato ASIA verrà. Nel giro di pochi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni e la pubblicazione di foto di rifiuti non rimossi. La risposta è sempre la stessa: occorre segnalare. Peccato che si tratti di rifiuti che rientrano nell'ambito della raccolta ordinaria, per i quali si è già proceduto alla prenotazione e alla segnalazione. Per questo, oltre la segnalazione, non resta che sperare e augurarsi: "ASIA verrà!"







