Flop (costoso) della rassegna cinematografica voluta dal Comune di Napoli: 40 mila euro per sedie a sdraio e documentari sull'identità napoletana. Una scelta azzeccata, difesa in modo imbarazzante dall'assessore alla cultura Di Nocera, che parla di cifre e costi diversi. Ma è smentita dalla delibera della sua stessa Giunta.
Tra gli eventi della 'frizzante' estate napoletana, il Comune ha pensato bene di regalare un'imperdibile rassegna cinematografica da gustare comodamente seduti su delle sdraio. La scelta delle sedie non sarà stata casuale, vista la risposta soporifera di napoletani e turisti. Né ha aiutato il tema della rassegna, documentari sull'identità napoletana, che hanno attirato nelle calde serate agostane una media di 15-20 spettatori a proiezione. Un modo per svuotare ulteriormente il lungomare 'liberato', non solo dalle auto, ma anche dagli stessi cittadini che se ne sarebbero dovuti (ri)appropriare.
LE POLEMICHE - La miccia dello scontro è stata innescata da alcune associazioni e osservatori, da diversi mesi impegnati nella meritoria opera di controllo sull'operato della giunta de Magistris. In verità le immagini desolanti dell'area riservata alle proiezioni, non offrivano grandi margini di manovra ai fedeli sostenitori della 'rivoluzione arancione', ma l'assessore alla cultura Di Nocera, nel tentativo di difendere l'idea temeraria, è riuscita nell'impresa di aggravare la sua posizione.
I COSTI - Chiamata in causa dall'associazione Napolipuntoacapo nel giustificare la spesa, quantificata in 40 mila euro dal consigliere di opposizione Marco Nonno, l'assessore ha pensato bene di fornire la seguente risposta: "Il cinema a sdraio non è costato 40.000 euro, ma poco più di 10.000 (sarò felice di farvi avere gli atti ufficiali eventualmente da pubblicare). Si tratta di un’iniziativa sperimentale per valorizzare gli immensi archivi Rai e di farlo offrendo un posto sereno e collettivo sul lungomare".
Sulla sperimentazione, si può affermare senza timore di essere contraddetti, che per il futuro si potrà pensare ad altro per attirare l'interesse dei napoletani, visto il seguito pressoché nullo dell'iniziativa. Quanto ai costi, l'assessore Di Nocera dimostra di non conoscere nemmeno gli atti deliberati dalla giunta di cui fa parte. La smentita, infatti, arriva direttamente dall'albo pretorio sul quale è stata pubblicata la determina n.3 del 3 agosto 2012 che affidava alla ditta FastService Sas di Vincenzo Meo, "la realizzazione degli allestimenti e delle attrezzature necessarie per lo svolgimento dell'iniziativa cinematografica Cinema e sdraio prevista dal 6 al 12 agosto per un ammontare di 38.500€".
LA DELIBERA - L'importo di quasi 40 mila euro, assegnato con la delibera numero 597 del 26 luglio scorso (riunione alla quale non era presente la Di Nocera!), è servito per coprire i costi dell'allestimento consistente nella:
- fornitura di 300 sdraio;
- allestimento di pedana con uno schermo a retroproiezione;
- layer con sostegno per pedana proiezione;
- generatore per alimentazione di corrente elettrica;
- transenne per delimitare l'area della proiezione;
- impianto audio;
- lettore dvd blue-ray o in alternativa computer o altra strumentazione con lettore dvx-dvd-cd;
- service tecnico quotidiano sul luogo;
- servizio di custodia dell'allestimento e dell'impianto;
- pagamento oneri SIAE;
- fornitura elettrica e servizio sanitario.
Strumenti non in possesso dell'Amministrazione Comunale, che hanno reso necessario di procedere con urgenza ad autorizzare l'affidamento diretto delle prestazioni indicate, stante l'approssimarsi dell'evento programmato.
IDEE CONFUSE - Che dalle parti di Palazzo San Giacomo avessero le idee confuse sull'iniziativa, lo testimonia già il nome scelto: "Cinema a sdraio". Peccato che si trattasse in realtà di documentari d'essai, pescati tra le teche della RAI. Ma che l'assessore facesse confusione anche sugli importi spesi e deliberati, è molto preoccupante. E stupisce che la Di Nocera sia caduta proprio sull'organizzazione di una rassegna cinematografica, visto il suo curriculum nel quale spicca il ruolo di direttrice di Arci Movie di Ponticelli e di organizzatrice di svariate rassegne e cineforum. Un pedigree sufficiente a convincere de Magistris ad affidarle il ruolo di assessore alla cultura; carica che ricopre con più di una incertezza, tra rassegne di dubbio spessore, musei chiusi e sedi comunali occupate da pseudo collettivi di artisti che intrattengono rapporti fin troppo amichevoli con chi dovrebbe tutelare un bene comune della città, piuttosto che assecondarne l'occupazione per uso e consumo di pochi.
Paolo Carotenuto
20 agosto 2012
La foto è stata scattata dalla giornalista Lucilla Parlato, ripresa da diversi quotidiani e organi di informazione. Scorrendo la galleria, segue istantanea della determina di spesa







