Commemorare e non celebrare. Per capire la storia del Risorgimento italiano e le basi sulle quali si è costruita l'unità d'Italia, l'associazione culturale Veritatis Splendor ha organizzato un convegno presso il Convento dell'Immacolata a Salerno, al quale hanno partecipato illustri studiosi quali il prof. Giovanni Turco, docente di Filosofia politica all'università di Udine, Marina Carrese, giornalista e fondatrice della casa editrice Il Giglio, e il prof. Guido Vignelli, vicepresidente del Centro Culturale "Lepanto" di Roma.
Il dibattito, introdotto e moderato dal prof. Marco Di Matteo, è ruotato intorno alla memoria storica che implica un giudizio critico sugli eventi, passaggio ineluttabile per discernere la verità del passato, analizzare gli accadimenti senza rischiare di scadere nella retorica celebrativa. Il prof. Turco nell'introdurre la sua relazione, sottolinea questo aspetto: "la storia non si celebra, ma la si studia, la si analizza per capire. Un Paese che si ferma a celebrare la sua storia è un paese che non vuole crescere, ma soprattutto un Paese che vuole imporre una verità e una sola lettura del suo passato. Fa della storia la perenne profezia del mondo nuovo, anzi i bagliori della ideologia pretendono di essere l'anticipo dell'utopia da instaurare. Solo così si spiega la pretesa di celebrare, cioè di fare della memoria un atto liturgico, perché celebrare appartiene alla dimensione della verticalità che si inserisce nella orizzontalità del tempo. Celebrare vuol dire negare la possibilità di discutere la storia".