Dom24052020

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da Legno Storto:

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Nuova ordinanza per trasferire i rifiuti fuori provincia. Insorge Zinzi

Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha firmato una nuova ordinanza per trasferire oltre la provincia di Napoli 800 tonnellate di immondizia. Il provvedimento, firmato dopo aver accertato le criticita’ degli impianti stir di Napoli, che sono quasi saturi, e’ operativo già da stasera. La frazione umida tritovagliata, proveniente dagli stir napoletani, sarà sversata nelle discariche di Savignano Irpino (Avellino) e San Tammaro (Caserta). Il provvedimento scadrà il 9 agosto e prevede che in ciascun impianto vadano 400 tonnellate di rifiuti provenienti da Napoli.

Una discarica a Chiaiano, venti di rivolta

Il governatore Caldoro: «la Campania ha le ore contate». Il piano prevede altri siti per l’immondizia a Marano, Giugliano, Santa Anastasia e Comiziano

NAPOLI— Chiaiano, Marano, Sant’Anastasia, Giugliano Comiziano. Ecco dove dovrebbero sorgere i cinque siti da adibire a discarica proposti dal commissario Annunziato Vardé. Tuttavia, alcuni sindaci dei Comuni interessati avrebbero già fatto pervenire il loro preventivo no. In particolare il primo cittadino di Giugliano, Giovanni Pianese, che ha sottoposto all’attenzione dell’ex viceprefetto di Varese una disposizione normativa del 2007 che esclude l’area, già ampiamente vessata nel passato dallo stoccaggio delle ecoballe, da qualunque altro impianto per lo smaltimento dei rifiuti. Insomma, il rischio è che oltre all’emergenza ambientale ora possa esplodere quella sociale, con focolai di protesta che già si affacciano nelle varie località prese in considerazione.

La Regione sblocca un milione di euro per l'Istituto Italiano di Studi Filosofici

La Regione ha sbloccato la delibera del progetto di costituzione di una Biblioteca per assicurare un’adeguata allocazione, conservazione e pubblica fruizione al patrimonio bibliografico dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici con sede in Napoli, integrando per 1.000.000,00 le risorse destinate a tale progetto.

De Magistris si è tagliato i fondi da solo

DA EUROPARLAMENTARE BLOCCÒ GLI AIUTI UE PER AFFOSSARE SILVIO. OGGI VORREBBE UN AIUTO DALL'EUROPA
Oggi, mercoledì, è l'ultimo giorno: poi la truffa napoletana sarà completata. Luigi De Magistris, nonostante le promesse, non è riuscito a liberare la città dai rifiuti. Anzi. Martedì ha attaccato chi "non accetta la svolta politica" e ha 'scoperto' che in Campania esiste la camorra. E i dipendenti del servizio pubblico sono stati scoperti mentre spostavano i rifiuti da un lato all'altro della strada: questo il piano dell'ex pm? Segue l'articolo di Peppe Rinaldi.

Polemica su frasi del sindaco De Luca sulla natura dei napoletani

De Luca: a Salerno no rifiuti, a Napoli si. Lì cittadini geneticamente votati al malaffare. Poi la correzione: vittime camorra e malaffare
NAPOLI - Perchè a Napoli non si riesce a risolvere il problema dei rifiuti? «Perchè non a caso a Napoli c'è il Vesuvio, con i più grandi venditori di fumo al mondo. E perchè lì ci sono persone geneticamente ladre: ladri di camorra o ladri di pubblica amministrazione non fa differenza». L'accusa arriva da Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, intervenuto oggi al Forum della Comunicazione 2011 organizzato a Roma da Comunicazione italiana, nel corso della sessione 'Parola chiave sostenibilita' sulla Green economy e sullo sviluppo ecosostenibile. Una dimensione di cui la città di Salerno è tra gli esempi più virtuosi d'Italia, lontano anni luce, soprattutto in materia di smaltimento rifiuti, dalla situazione di Napoli che puri gli è distante solo una cinquantina di chilometri.

Mezzogiorno (ri)unificato (il Roma)

di Gerardo Mazziotti - Il Roma
Fosse vera la diagnosi di alcuni scienziati americani, ripresa e amplificata da alcuni colleghi italiani, noi meridionali dovremmo solo spararci. Si sostiene, grosso modo, che la questione del Mezzogiorno non dipende dalla incapacità della sua classe politica (affermano il contrario la stragrande maggioranza degli italiani e dei politologi), né dalla inettitudine della sua borghesia parassitaria (ma Gerardo Marotta ne denuncia da anni la voracità), né dalla insufficienza dei finanziamenti per il suo sviluppo (ma il senatore Nicola Rossi sostiene che sono troppi) né dalla nefasta influenza della criminalità organizzata (ma col suo sopravvalutato Gomorra Roberto Saviano attribuisce ai casalesi le maggiori responsabilità). Tutto dipende dall’antropologia.

A Quarto voto galeotto

È stato eletto con 385 voti di preferenza in consiglio comunale a Quarto, Armando Chiaro, 48 anni, candidato del PdL e coordinatore locale del partito, arrestato insieme ad altre 39 persone con l'accusa di essere un "colletto bianco" affiliato al potente clan camorristico dei Polverino. Il candidato a sindaco della sua coalizione (centro-destra), falcidiata dagli arresti e commissariata con un senatore nominato in fretta e furia “garante per la legalità”, ha ottenuto il 59% dei consensi ed è stato eletto trionfalmente al primo turno. Chiaro, che si trova nel carcere di Ariano Irpino, è accusato da un pentito di essere andato in Spagna a chiedere al capoclan Giuseppe Polverino il permesso di poter riaprire a Quarto una discarica illegale, peraltro già sotto sequestro giudiziario.

Corrado Gabriele condannato a 4 anni

Il consigliere regionale condannato a 4 anni per abusi sessuali

NAPOLI - Il consigliere regionale del Pd Corrado Gabriele è stato condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione per presunti abusi sulle figlie della sua compagna. La sentenza è stata emessa dalla settima sezione del Tribunale di Napoli. Gabriele era stato denunciato dalle due giovani - una delle quali minorenne all'epoca dei fatti - che avevano riferito agli inquirenti di attenzioni particolari e palpeggiamenti di cui sarebbero state vittime.

Intervista a Raffaele Del Giudice

Quando vivi lontano ti perseguitano le ferite della tua città. E, poi, ogni volta che migliaia di tonnellate di immondizia indifferenziata tornano per strada devi spiegare alle persone intorno cosa è successo. E cosa si può fare. Così qualche tempo fa ho visitato gli impianti di valorizzazione dei rifiuti di Brescia. E lì la prima cosa che colpisce non è quel che esce dagli impianti ma cosa ci entra. Perché hanno, a monte e intorno, un’opera poderosa di differenziazione da parte dei cittadini.

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