Lun06042020

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da Legno Storto:

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Calcio

Lo scugnizzo di Leuven

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Con la rete al Barcellona dello scorso 25 febbraio, Dries Mertens ha toccato quota 121 gol in maglia azzurra, raggiungendo Marek Hamšík in testa alla classifica dei marcatori partenopei di tutti i tempi.

“Non farà più di otto partite con il Napoli”. Era l’estate del 2013 ed Eziolino Capuano, attuale allenatore dell’Avellino in Serie C, si esprimeva così su Dries Mertens, nuovo acquisto degli azzurri, proveniente dal PSV Eindhoven, con cui aveva trafitto il club del presidente Aurelio De Laurentiis nella fase a gironi dell’Europa League 2012/2013.

La danza delle Streghe

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Prima dello stop forzato dei campionati a causa del coronavirus, il Benevento era padrone incontrastato della Serie B.

Dal 9 marzo 2020, giorno di Sassuolo-Brescia, ultima gara giocata in Italia prima della sospensione dovuta all’emergenza COVID-19, la FIGC si sta interrogando su quale possa essere la soluzione migliore per portare a compimento la stagione 2019/2020.

The New Pep

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I due anni di squalifica dalle competizioni europee stabiliti dalla UEFA potrebbero spingere Pep Guardiola lontano dal Manchester City. Quali gli scenari futuri per il tecnico catalano?

Esclusione dalle competizioni europee per due stagioni (2020/2021 e 2021/2022) e 30 milioni di euro di multa per “gravi violazioni del regolamento sulle licenze e sul Fair Play Finanziario”. Poiché il Manchester City ha preannunciato ricorso al Tribunale arbitrale per lo sport (TAS) di Losanna, la UEFA per il momento si è limitata a far sapere che “la decisione motivata completa della Camera Giudicante non sarà pubblicata prima della pubblicazione del giudizio finale da parte del TAS”.

I sogni son desideri - Seconda Parte

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Chelsea-Bayern Monaco e Napoli-Barcellona danno il via alla seconda settimana degli ottavi di finale di Champions League. Il 30 maggio l’ultimo atto allo Stadio Olimpico Atatürk di Istanbul.

Dopo una prima settimana all’insegna delle sorprese, con tre gare su quattro vinte dalle squadre di casa classificatesi al 2° posto nei rispettivi gironi e l’unico KO tra le mura amiche registrato dai vicecampioni d’Europa del Tottenham, la fase a eliminazione diretta della Champions League 2019/2020 presenta altre quattro sfide piene di storia, fascino e novità, con match tra favorite che vanno ad affiancarsi a incroci dall’esito apparentemente scontato.

Si può fare di più

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21 anni dopo l’ultima vittoria del Parma, l’Italia si affida a Inter e Roma per provare a interrompere il lungo digiuno di successi in Europa League.

Dominatrice incontrastata nel decennio 1989-1999, semplice comparsa negli ultimi venti anni: l’albo d’oro della Coppa UEFA/Europa League certifica in maniera impietosa il percorso discensionale dell’Italia nella seconda competizione continentale.

I sogni son desideri - Prima Parte

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Atlético Madrid-Liverpool e Borussia Dortmund-PSG danno il via agli ottavi di finale della Champions League. Il 30 maggio l’ultimo atto allo Stadio Olimpico Atatürk di Istanbul.

Ufficialmente la Superlega non vedrà la luce almeno fino al 2024, ma di fatto la Champions League 2019/2020 ne rappresenta una vera e propria anticipazione.
Le sedici squadre rimaste provengono tutte dai primi cinque campionati europei: l’Inghilterra, dominatrice della scorsa annata sia in Champions sia in Europa League, e la Spagna hanno quattro rappresentanti a testa; l’Italia e la Germania seguono con tre, avendo perso Inter e Bayer Leverkusen nella fase a gironi; la Francia, salutato il Lille, completa il quadro con due formazioni, il Paris Saint-Germain e l’Olympique Lione.
Il sorteggio di Montecarlo dello scorso 16 dicembre ha riservato incroci tra favorite, match inediti e sfide dal pronostico apparentemente chiuso.

La Coppa della Restaurazione

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Dopo le sorprese della scorsa edizione, Inter, Juventus, Milan e Napoli riportano il gotha del calcio italiano nelle semifinali di Coppa Italia.

Napoli (1), Juventus (2), Milan (3), Inter (4): il sorteggio estivo aveva assegnato questi numeri alle quattro squadre giunte in semifinale di Coppa Italia. Di fatto, al penultimo atto della manifestazione sono arrivate le “teste di serie” che hanno beneficiato del fattore campo nei turni precedenti, dal momento che la competizione è organizzata in base a un tabellone tennistico, con gli otto club classificatisi dal 1° all’8° posto della precedente Serie A che entrano in gioco solo a partire dagli ottavi di finale.

Golden Gasp

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Grazie alla storico 3° posto della scorsa stagione e all’incredibile qualificazione agli ottavi di Champions League con l’Atalanta, Gian Piero Gasperini ha vinto la Panchina d’Oro precedendo Siniša Mihajlović e Massimiliano Allegri.

“Da zero a Champions” è il titolo della miniserie in onda su DAZN che racconta l’impetuosa crescita vissuta dall’Atalanta in poco più di tre anni, da quando, cioè, siede sulla panchina bergamasca Gian Piero Gasperini.

Ciro il Grande

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Pur restando a secco nelle ultime due gare contro Napoli e Roma, Ciro Immobile è il maggiore artefice della splendida stagione vissuta fin qui dalla Lazio.

“Averlo in squadra significava partire sempre dall’1-0” disse nel 1968 Vittorio Pozzo, CT due volte campione del mondo con l’Italia nel 1934 e nel 1938, in riferimento a Giuseppe Meazza, storico centravanti dell’Ambrosiana Inter (ma anche del Milan e della Juventus, seppur nella fase finale della carriera) e della Nazionale italiana (di cui è tuttora il secondo miglior marcatore con 33 reti), al quale, dal 1980, è intitolato lo stadio San Siro di Milano.

Il piccolo principe - Dall'infortunio all'addio

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Alla soglia dei trentaquattro anni, Claudio Marchisio ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato.

L’estate 2016, a fronte degli addii di Pogba e Álvaro Morata, vede arrivare a Torino calciatori del calibro di Dani Alves, Miralem Pjanić e Gonzalo Higuaín. Consolidato il dominio in Italia, l’obiettivo dichiarato è la Champions League. Dopo vari esperimenti iniziali, il posto dell’infortunato Marchisio viene preso da Pjanić, che si rivela presto tra i migliori interpreti mondiali nel ruolo.

Il piccolo principe - Dalla conferma alla gloria

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Alla soglia dei trentaquattro anni, Claudio Marchisio ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato.

La svolta, per Marchisio e per la Juve, avviene nell’estate 2011. Il corso della storia bianconera cambia con l’arrivo in panchina di Antonio Conte, proveniente dal Siena, con cui ha festeggiato la promozione in Serie A (la seconda in carriera per il tecnico pugliese dopo quella del 2009 con il Bari).

Il piccolo principe - Dagli esordi all'affermazione

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Alla soglia dei trentaquattro anni, Claudio Marchisio ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato.

“Io ringrazio Calciopoli, perché se non ci fosse stata sarei arrivato molto dopo”. Apparentemente questa frase è attribuibile a un tifoso che ha in forte antipatia la Juventus e, invece, è stata pronunciata da Claudio Marchisio, per il quale la maglia bianconera è una seconda pelle, avendola indossata per ben venticinque anni, dal 1993 al 2018, con l’unica eccezione della stagione 2007/2008, vissuta in prestito a Empoli.

Una Supercoppa di troppo

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Battendo ai rigori l’Atlético, il Real Madrid si è aggiudicato per l’undicesima volta la Supercoppa di Spagna, la prima con il nuovo format.

Nove finali vinte su nove, dieci trofei conquistati con sole 187 panchine complessive: Zinédine Zidane nella sua carriera da allenatore del Real Madrid è quanto di più vicino ci sia al celebre Mida, re della Frigia, capace di trasformare in oro tutto ciò che toccava.

Il Grifone che non c'era

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Lo scorso 1° dicembre Ezequiel Lavezzi ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Napoli e Paris Saint-Germain sono le squadre a cui ha legato la propria carriera in Europa, ma nell’estate del 2005, seppur per poche settimane, è stato un calciatore del Genoa, ritrovatosi improvvisamente dalla A alla C1.

“Non mollo, non mollo, non mollo”: è il 18 giugno 2005 quando Enrico Preziosi, presidente del Genoa, lancia il suo grido di speranza al popolo rossoblù, la cui gioia per il ritorno in Serie A è stata immediatamente offuscata dalle voci riguardanti una presunta combine nella sfida decisiva per la promozione contro il Venezia.

Il ritorno del re

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Sette anni e mezzo dopo il suo addio, Zlatan Ibrahimović è tornato al Milan con l’obiettivo di riportare i rossoneri ai livelli a cui li aveva lasciati.

“L’egoismo è paura di rimanerci […] senza nome né gloria, in quanto consideriamo la gloria e il buon nome come oggetti di possesso, pennacchi indispensabili a giustificare davanti alla tenebra il dono della vita individuale”. Nel 1953, Carlo Emilio Gadda pubblicò L’egoista, un breve saggio in forma di dialogo, in cui i due protagonisti, Teofilo e Crisostomo, analizzano le differenze tra la psicologia dell’egoista e quella dell’egotista (o narcisista).

Una poltrona per due

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Inter e Juventus sono appaiate in testa alla classifica e tutto lascia presagire che il duello si prolunghi fino alla fine del campionato.

Dopo l’esperimento della scorsa stagione, con due turni giocati a Santo Stefano e il 29 dicembre, la Serie A torna alla tradizione, con la classica pausa natalizia che manda tutti in vacanza fino al 5 gennaio, quando Brescia-Lazio darà inizio al nuovo decennio e alla 18ª giornata del massimo campionato.

Miseria e nobiltà

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Qualificazioni insperate ed eliminazioni brucianti: la prima parte di stagione delle squadre italiane nelle competizioni continentali è stata contraddistinta da una continua altalena di emozioni.

Chorda semper oberrat eadem è una delle locuzioni più celebri dell’Ars Poetica di Quinto Orazio Flacco e, letteralmente, significa sbaglia sempre la stessa corda, intendendo una persona che reitera un errore già commesso in precedenza.

Shining Star

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La perla contro l’Atlético Madrid ha certificato lo splendido inizio di stagione di Paulo Dybala, passato in pochi mesi da partente a calciatore più decisivo della Juventus.

Cambia la tua vita con un click è un film del 2006 con protagonista Adam Sandler, il quale, grazie a un telecomando donatogli da Morty, interpretato da Christopher Walken, ha il potere di mandare avanti e indietro gli avvenimenti della propria vita, gestendola a suo piacimento.

E quindi uscimmo a riveder le stelle

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Dieci vittorie su dieci partite e qualificazione agli Europei del 2020 ottenuta con tre giornate di anticipo: sotto la guida di Roberto Mancini, l’Italia è riuscita a mettersi alle spalle il mancato accesso al Mondiale del 2018.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura, / ché la diritta via era smarrita”. L’incipit di una delle opere più celebri nella storia della letteratura, la Divina Commedia di Dante Alighieri, si adatta perfettamente per descrivere la situazione della Nazionale italiana di calcio al fischio finale del match di Milano contro la Svezia del 13 novembre 2017. Lo 0-0 maturato a San Siro nel ritorno del play-off valido per l’accesso al Mondiale russo del 2018 costa agli azzurri la mancata partecipazione alla fase finale della competizione calcistica più importante, riproponendo una situazione verificatasi solo una volta, ben sessant’anni prima.

Claudio aggiustatutto

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Claudio Ranieri è il nuovo allenatore della Sampdoria, ultima in classifica con sei sconfitte nelle prime sette giornate di campionato. I blucerchiati rappresentano la diciottesima squadra allenata in carriera dal tecnico romano, il cui nome resterà per sempre legato alla vittoria della Premier League 2015/2016 con il Leicester, una delle più grandi imprese nella storia del calcio.

“Ancora Tu / ma non dovevamo vederci più”. Non ci sarebbe da stupirsi se Eusebio Di Francesco, apprendendo che Claudio Ranieri ha preso il suo posto sulla panchina della Sampdoria, abbia canticchiato il celebre brano “Ancora Tu” di Lucio Battisti del 1976.

C'eravamo tanto amati

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La sfida tra Inter e Juventus non rappresenta solo uno snodo importante in ottica campionato, ma anche il primo incrocio tra la “Vecchia Signora” e Antonio Conte dopo la traumatica separazione dell’estate 2014.

“Sono l'allenatore della Juve e il suo primo tifoso, ma sono soprattutto un professionista. Il giorno in cui dovessi lavorare per l'Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Deve essere chiaro che io sono un professionista”. Era il 29 marzo 2013, vigilia di un Inter-Juventus, quando Antonio Conte, allora tecnico dei bianconeri, rilasciava queste dichiarazioni in conferenza stampa.

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