Ambientalisti integralisti, vicini alle popolazioni dei territori avvelenati e martoriati, politici rivoluzionari e infine... amministratori realisti e disposti al compromesso. In un anno si è chiuso il cerchio che consegnerà alla città di Napoli probabilmente una discarica più capiente (Chiaiano verso il raddoppio della capienza) e tre siti di trasferenza dei rifiuti. Il tutto firmato dalla coppia de Magistris - Sodano. Ecco un breve estratto del pensiero di Sodano riassunto nelle posizioni espresse pubblicamente nel corso degli ultimi nove mesi.
“Il presidente della Provincia Cesaro non firmi il decreto per lo stoccaggio delle balle provenienti dagli impianti Stir sul territorio di Acerra: non possono essere disattesi gli accordi presi in precedenza, creando una nuova piccola discarica in un contesto già martoriato dal punto di vista ambientale, ed in nome di un'emergenza rifiuti che il duo Bertolaso-Berlusconi ci aveva assicurato terminata da tempo” 17 settembre 2009
Le prime mosse del nuovo governo cittadino renderanno chiaro che a Napoli parte una grande sfida contro le lobby degli inceneritori e del potere criminale delle discariche, attuando quella rottura con il recente passato e guardando con entusiasmo e fiducia alla nuova era che si apre con Luigi de Magistris. 4 giugno 2011
Ci sarà da aspettare ancora qualche giorno, i tempi tecnici di preparazione per una delibera che ci faccia agire dal primo luglio: sarà potenziata la raccolta differenziata. Non ci saranno inceneritori e discariche. 13 giugno 2011 . Intervista a ecoblog
INCENERITORE DI ACERRA? FERMO. MA A2A SMENTISCE - L'assessore Sodano, grande oppositore del termovalorizzatore di Acerra, nella conferenza stampa di presentazione della delibera sui rifiuti del 23 giugno 2011, ha prima affermato l'esigenza che le tre linee operino a pieno regime, aggiungendo: «Stanotte si è fermato anche il termovalorizzatore di Acerra, che è una vera schifezza, lo ribadisco ancora una volta. Fino alle 15 di oggi era ancora ferma l'unica linea in funzione. L'Asia sta facendo sforzi straordinari in condizioni economiche difficili». Stop peraltro smentito da Partenope Ambiente, società del gruppo A2A: «Il termovalorizzatore di Acerra non ha sofferto di alcun guasto alla turbina e la breve interruzione dell’esercizio non ha causato alcuna riduzione della capacità di conferimento dei rifiuti in quanto l’impianto è in grado di immagazzinare nella propria vasca di stoccaggio rilevanti quantità di rifiuti conferiti dagli Stir».
23 giugno 2011 - Cormez
I PUNTI SALIENTI DELL'ORDINANZA DEL COMUNE DI NAPOLI SUI RIFIUTI - Ecco, in breve, cosa prevede: turni di raccolta 24 ore su 24 per gli operatori della società comunale Asìa; isole ecologiche in ogni municipalità; siti di trasferenza cittadini (quindi non provinciali come Caivano e Acerra), che per ora restano segreti; task force della polizia municipale contro i «piromani» della spazzatura, una piaga che sta toccando livelli d'allarme negli ultimi giorni per la quantità di diossina sprigionata nell'aria.
TRE SITI DI TRASFERENZA - «La situazione è molto grave. Ma non diremo tutto - ha precisato il sindaco ai giornalisti - Ci sono troppi poteri, non solo politici, che ci stanno ostacolando. Diremo solo quello che è utile dire». Per ciò che riguarda le ipotesi di siti dove stoccare per 72 ore l'immondizia, potrebbero essere utilizzati i capannoni dismessi di Gianturco, in zona orientale, e poi l’ex mercato dei fiori di San Pietro a Patierno (una «piazzola» di 12mila metri quadrati). Si sta lavorando all’individuazione anche di un terzo sito. Ma restano solo delle ipotesi che il Comune non conferma. Come non viene confermata l'indiscrezione che vuole un ampliamento della discarica di Chiaiano.
Ecco la versione integrale degli interventi:
NUOVE BALLE STOCCATE AD ACERRA, SODANO (FDS): “CESARO NON FIRMI IL DECRETO. I RESPONSABILI PAGHINO IN PRIMA PERSONA PER UN'EMERGENZA MAI FINITA”
Data di pubblicazione: 17/09/2010
“Il presidente della Provincia Cesaro non firmi il decreto per lo stoccaggio delle balle provenienti dagli impianti Stir sul territorio di Acerra: non possono essere disattesi gli accordi presi in precedenza, creando una nuova piccola discarica in un contesto già martoriato dal punto di vista ambientale, ed in nome di un'emergenza rifiuti che il duo Bertolaso-Berlusconi ci aveva assicurato terminata da tempo” dichiara il capogruppo di Federazione della Sinistra al Consiglio Provinciale e responsabile nazionale all'ambiente del PRC, Tommaso Sodano. “Che questa fosse l'ennesima balla, lo si sapeva e lo abbiamo denunciato a gran voce; che l'inceneritore di Acerra fosse solo una coperta, dietro la quale celare le lacune evidenti di un ciclo dei rifiuti mai effettivamente avviato, lo avevamo capito da un pezzo. Ora mi chiedo, davanti a questa nuova richiesta di stoccaggio che la Partenope Ambiente ha presentato alla Provincia, dove sono finite le promesse di Bertolaso, di liberare tutte le piazzole di località Pantano dai rifiuti precedentemente accumulati? E quella di trasformare l'area in un Parco Naturalistico per mitigare i danni dell'inceneritore?” si chiede Sodano “In questo contesto giova ricordare che l'inceneritore è sostanzialmente fermo a seguito di gravi guasti, che si ripetono periodicamente e che non fanno altro che dimostrare come si tratti di un impianto obsoleto, fin dal progetto, oltre che inquinante, come testimoniano i dati sulle emissioni. L'emergenza rifiuti non è mai finita ed è allora arrivato il momento che i responsabili paghino, magari riprendendo l'esposto denuncia che consegnai in Procura il 1 giugno 2009 e che giace ormai dimenticato”. “Chiedo a Cesaro di non firmare il via libera allo stoccaggio delle balle, poiché a norma di legge non esistono i presupposti per un decreto “contingibile e urgente”: sarebbe un atto illegittimo, oltre che l'ennesimo scempio ambientale, perpetrato con il consenso di politica e potere economico, sulla pelle dei cittadini. Cesaro si preoccupi invece di presentare un Piano rifiuti degno di questo nome che porti realmente fuori dal tunnel dell’emergenza rifiuti” conclude Sodano.
www.tommasosodano.it
NAPOLI: LA RIVOLUZIONE PARTE DAI RIFIUTI
Luigi de Magistris sindaco di Napoli ha ridato speranza ai cittadini umiliati e violentati dalle pessime scelte o non scelte di questi anni. Attorno a Luigi si è creato un entusiasmo e una voglia di partecipazione e di protagonismo che mancava da troppi anni,
E ora c’è grande attesa per il tema dei rifiuti, che ha catalizzato l’attenzione mediatica, non solo nella città partenopea, sulle cause e sulle possibili soluzioni. Napoli è una città dalle mille contraddizioni, dagli innumerevoli problemi, ma in questo momento la priorità è la pulizia della città, la rimozione dei rifiuti, la soluzione definitiva del problema. La percezione è che i napoletani vogliano cancellare questa macchia che ha caratterizzato in negativo l’immagine della città nel mondo, oltre a renderla invivibile nella quotidianità.
Quello che in gran parte delle città europee è una normale ed ordinaria gestione, a Napoli , da vent’anni, è una “emergenza”. La cricca che ha tenuto sotto schiaffo la città per tanti anni oggi deve essere sradicata. Il sistema corrosivo fatto di camorra, politica e impresa con la complicità, spesso, degli organi di controllo che non svolgevano il proprio dovere, oggi può essere messa al bando.
Le scelte strategiche che sono alla base del programma del sindaco possono rappresentare un segnale di straordinaria importanza in questa direzione. Il partito trasversale dei rifiuti, che ha proposto solo discariche e inceneritori, è stato sconfitto, e oggi si riparte dalle indicazioni più avanzate che vengono dalle migliori esperienze italiane ed europee. Si capovolge finalmente la piramide, rendendo centrale la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il recupero di materiali e soprattutto realizzando gli impianti per il trattamento della frazione umida. E’ utile ricordare che le gestioni commissariali, negli ultimi dieci anni, hanno sperperato 8 miliardi di euro e ci sono 3 miliardi di debiti giacenti, con i rifiuti per le strade e nessun impianto di compostaggio realizzato.
Le prime cose da fare apriranno uno scontro con i poteri forti. In particolare il no netto e chiaro all’inceneritore di Napoli est aprirà un conflitto con la Regione e la Provincia della triade Caldoro-Cosentino-Cesaro. Un affare da 450 milioni di euro, una gara avviata con condizioni favorevoli solo per il gestore e condizioni capestro per il Comune, che sarebbe costretto a garantire quantità di rifiuti elevate per 20 anni con un costo pari al doppio di quello che attualmente si paga all’impianto di Acerra. Non sfugge che mettere in discussione questo bando di gara, chiederne la revoca, e presentare un piano alternativo metterà in crisi il “sistema” degli affari.
Ma oggi è possibile perché c’è una grande sensibilità popolare, una cittadinanza attiva e un sapere diffuso sul tema dei rifiuti, che saranno i migliori alleati per sconfiggere la mala pianta che ha tenuto sotto schiaffo la città. Le prime mosse del nuovo governo cittadino renderanno chiaro che a Napoli parte una grande sfida contro le lobby degli inceneritori e del potere criminale delle discariche, attuando quella rottura con il recente passato e guardando con entusiasmo e fiducia alla nuova era che si apre con Luigi de Magistris.
Tommaso Sodano Blog







