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da Legno Storto:

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Bilancio Ue. Presentata la bozza per il quadro finanziario pluriennale 2013

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Dopo ore di consultazioni, le proposte del presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, in riferimento alle linee guida del bilancio comunitario sono state accettate dalla maggioranza dei capi di stato e di governo dei paesi membri dell’eurozona, riunitisi a Bruxelles per il vertice sul Bilancio Ue il 7 e 8 febbraio.

Il tetto complessivo di spesa, nella bozza di Van Rompuy, ammonta a 960 miliardi di euro per gli impegni, mentre i pagamenti effettivi sono di 908,4 miliardi. La cifra complessiva risulta inferiore di quasi 12 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale avanzata dallo stesso presidente del Consiglio europeo nel fallito vertice dello scorso novembre. Si evidenzia la forte contrazione economica dell’ultimo anno causa di una mancata politica di sviluppo improntata, invece, al rigore di bilancio.  Per la prima volta nella storia del bilancio Ue il tetto complessivo di spesa non aumenta. Infatti si nota la discrepanza rispetto all’ultimo bilancio, relativo al periodo 2007-2013, a livello di impegni e pagamenti effettivi pari rispettivamente a 34 e 34,6 miliardi.

Torna alle Regioni la competenza di 18 aree da disinquinare. Con quali conseguenze?

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Tra gli ex Sin La Maddalena e diverse aree campane, dal litorale domizio flegreo a quello vesuviano, passando per Pianura e il bacino del Sarno
La competenza del disinquinamento di 18 dei 57 Siti di interesse nazionale (Sin) da risanare passa dallo Stato alle Regioni, divenendo Siti di interesse regionale (Sir). Pur assicurando il mantenimento dei finanziamenti precedenti, nella nota del Ministero dell'Ambiente si legge l'intenzione di accelerare gli investimenti, accrescendo la vicinanza ai cittadini e alle esigenze locali e riducendo la burocrazia.

Il decreto, che ridisegna l’elenco dei Sin, è stato firmato dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e mira a concentrare l’attenzione dello Stato su 39 aree di particolare complessità ambientale per la presenza di impianti chimici o di contaminazioni più pericolose, restituendo la competenza di controllo e risanamento alle Regioni per 18 aree che non hanno le caratteristiche per essere classificate di interesse nazionale.

Rincaro del 7% sulle bollette dell’acqua. Il Consiglio di Stato boccia l’ingiustificato aumento

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Bocciatura perentoria quella formulata dalla magistratura amministrativa in seguito all’aumento del 7% sulle bollette dell’acqua. Il rincaro, destinato alla remunerazione del capitale investito, disattende l’esito del referendum abrogativo del giugno 2011 i cui primi due quesiti concernevano proprio la gestione del servizio idrico da parte di privati.

Soddisfazione per le associazioni di Consumatori che hanno sempre dichiarato «Illegittime le tariffe chieste fino ad oggi». Secondo il Forum dei movimenti per l’acqua «gli italiani pagano una bolletta illegittima da luglio 2011».

Pisapia: Lista «arancione»? Un caso di appropriazione indebita

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Riportiamo l’articolo del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, apparso oggi sull’Unità del 29 dicembre 2012. Pisapia prende le distanze dal movimento politico lanciato dal Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che nell'articolo non viene mai citato; nemmeno quando ricorda il lancio del movimento con la sua candidatura a primo cittadino del capoluogo milanese, con l'analogo coinvolgimento di altre città, tra le quali vengono citate Cagliari e Genova, mentre Napoli viene clamorosamente omessa.
Un anno e mezzo…era dal giugno del 2011, da quando sono diventato sindaco, che non riuscivo ad avere un po’ di tempo per me. Scrivo solo ora queste riflessioni, che avevo in testa da un po’ e che molti mi sollecitavano, dopo aver ricevuto da Gianni fotografo per passione e tappezziere di professione un meraviglioso regalo: un album con tante foto bellissime della campagna elettorale che ha cambiato colore a Milano, togliendo dopo diciassette anni la città al governo della destra.

Esiste una Prospettiva Euro Mediterranea?

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E' possibile oggi ipotizzare un'area di cooperazione tra la sponda nord e la sponda sud del Mediterraneo, a fronte dei rivolgimenti politico-sociali afferenti all'area nord africana e all'evidente difficoltà dell'Unione Europea di stabilire contatti multilaterali con le diverse regioni?

La Cappella Pappacoda dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale ha ospitato il seminario sulla Prospettiva Euro Mediterranea. L'incontro- promosso dall'associazione Prospettiva Europea in partnership con le associazioni Orientale 05 e Step Europa, nell'ambito del ciclo di seminari "Verso Europa 2020"-

ha proposto il tema della cooperazione tra i paesi del bacino mediterraneo, a partire dall'origine storica delle relazioni interregionali fino agli attuali scenari geopolitici. Tra i relatori, il prof. Sergio Ventriglia, docente di Geografia Politica dell'Europa presso L'Orientale, il dott. Luca Forte, rappresentante di Smr (Osservatorio Mediterraneo e Statiche Territoriali), e la dott.ssa Lorena Matteo, presidente dell'associazione Noi@Europe.

Tav. Bilaterale Francia-Italia

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Lione. Durante la conferenza stampa congiunta, il premier italiano Monti e il presidente francese Hollande hanno ribadito la ferma intenzione di proseguire con gli accordi già stipulati tra i due paesi in merito alla costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione, meglio nota come Tav.

La sottoscrizione dell’impegno per la realizzazione del progetto entro i tempi previsti rientra nella visione generale di una politica comune. La necessità di ridurre lo spread, tra gli argomenti affrontati durante il bilaterale, rappresenta il fondamento per la costruzione di una convergenza politica tra gli Stati membri dell’Ue. Secondo Monti ed Hollande, infatti, non bastano le politiche di rigore nonostante «per la crescita la disciplina di bilancio sia una condizione necessaria ma al tempo stesso non sufficiente: servono iniziative concrete, come quella confermata oggi, con la volontà politica comune di realizzare la Torino-Lione». Quest’affermazione segue il calo dello spread tra Bund tedeschi e bond italiani del 3 dicembre con il differenziale sceso sotto la quota di 300 punti. Il capo del governo italiano ha affermato che il suo desiderio è arrivare a 287 punti base «che rappresenta un obiettivo e spero sia presto toccato», ha auspicato Monti in riferimento alla metà della «quota 574 con cui abbiamo iniziato il nostro percorso».

Una nuova strategia per l’Europa

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La grave stagnazione economica nella quale versa l'occidente ripropone con forza l'assenza di una politica comunitaria inerente all'Unione Europea.

La centralizzazione governativa di più stati in unico organismo avrebbe dovuto produrre, in tempi non sospetti, una seria analisi sulla riconfigurazione del mercato del lavoro in un complesso economico sempre meno produttivo ma sempre più indebitato. Il superamento dell'ideologica appartenenza allo Stato d'origine si sarebbe dovuto accompagnare ad un nuovo modo di reinvestire le risorse economiche oramai deficitarie per le singole nazioni. La cosiddetta "bolla speculativa" del capitalismo finanziario ha prodotto l'illusione nella compagine europea di poter gestire i bilanci statuali senza, però, alcun incentivo per favorire la mobilità lavorativa in un continente privo di frontiere.

L’Europa tra il pareggio di bilancio e il deficit della crescita

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L’approvazione del Meccanismo Europeo di Stabilità, confermato dalla Corte Costituzionale Tedesca il 12 settembre, avrebbe dovuto fungere da slancio per un rinnovato impulso alla crescita e alla stabilità dei paesi membri dell’Ue. Invece, a distanza di un mese, l’Europa continua a trovarsi in una condizione di stallo, presa tra le difficoltà economiche sottese ai paesi dell’area meridionale e i provvedimenti finalizzati all’unione economica bancaria, primo obiettivo in vista della federazione politica degli stati membri.

La Riforma Fornero alla prova dell’art.8

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E’ trascorso appena un anno da quando il legislatore, con l’articolo 8 del d.l. 138 del 13 agosto del 2011, convertito dalla legge n. 148 del 2011, ha affidato ai sindacati la responsabilità di risollevare le sorti di un mercato del lavoro caduto in una crisi profonda e capace di generare serie preoccupazioni anche tra gli altri  Paesi membri dell’UE.
L’articolo 8, come emerge dalla cronaca del tempo, è stato salutato con grande entusiasmo dalle forze politiche tanto che, a fine ottobre del 2011, l’allora premier italiano, Silvio Berlusconi, con una lettera dai toni rassicuranti, annunciavaall’UE significativi cambiamenti in atto del mercato del lavoro italiano.
Gli entusiasmi a ben guardare non erano ingiustificati. Ed infatti, nell’ottica di aumentare la produttività delle imprese e con essa l’occupazione, l’articolo 8 consente ai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale o territoriale o anche alle loro rappresentanza aziendali di sottoscrivere contratti di secondo livello applicabili a tutti i lavoratori dell’impresa, iscritti o meno ai sindacati stipulanti, ponendo cosi fine alla lunga querelle circa l’efficacia soggettiva di detti accordi.

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