Quanto vale la parola di de Magistris?

Doveva cambiare la città, rivoltarla come un calzino trasformando il modo di fare politica e ridandole dignità e onore. De Magistris è l'uomo del momento, il liberatore di Napoli, la guida smarrita, il nuovo punto di riferimento per un popolo confuso e smarrito. A una settimana dal suo insediamento, tuttavia, deve fare i conti con la prima promessa non mantenuta. "Città pulita in cinque giorni". Napoli affoga nei rifiuti, come cinque anni fa; due anni fa; due mesi fa. Viaggio reiterato nel passato, Napoli ogni giorno è costretta a rivivere le stesse giornate fatte di miasmi, gente esasperata, incendi, contestazioni.
Il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, intervenuto questa mattina al programma radiofonico Bianco o nero su Radio 24, ha parlato di "facinorosi che ostacolano lo sversamento dei rifiuti nei siti individuati e impediscono la raccolta per le strade napoletane". Quelli che fino a ieri erano valorosi resistenti posti a difesa della propria terra, sono oggi visti come ostacoli alla risoluzione dei problemi napoletani. Sono passati pochi giorni.

Occorre dare atto a de Magistris che non ha mai parlato di una risoluzione dell'emergenza in pochi giorni, ma si era parlato della possibilità di ripulire la città e portare i rifiuti da qualche parte. Una sicurezza che era legata all'intervento di altri soggetti istituzionali, peraltro avvenuto. Nonostante questo le città di Napoli puzzano come la scorsa settimana. I napoletani credevano di aver trovato la guida in grado di scardinare le resistenze territoriali al cambiamento, non certo un nuovo protagonista in vena di scusanti e distinguo. Possibile che tutti gli esperti e i professionisti che hanno spinto la sua ascesa politica, non hanno prospettato le difficoltà legate all'esistenza di un sistema criminale radicato da decenni su un territorio con forti resistenze al cambiamento?

Il primo fallimento di de Magistris pone un serio problema sulle reali capacità dell'ex pm e sulla sua corretta percezione sia del contesto in cui opera sia del lavoro che c'è da fare. La raccolta differenziata portata al 70% in sei mesi, la realizzazione di strutture in grado di evitare la costruzione del termovalorizzatore in città, appaiono come le parole di un demagogo privo della benché minima percezione della realtà. 

A questo si aggiunga il crollo del mito "de Magistris sindaco di tutti", come più volte ribadito in campagna elettorale. Domenica scorsa il vicesindaco Sodano ha chiamato a raccolta, tramite social network, tutti i rappresentanti delle associazioni e dei comitati vicini al neo sindaco, invitandoli a intervenire a Palazzo San Giacomo in un incontro nel corso del quale tutti potranno apportare i propri consigli e suggerire soluzioni per la definizione del piano rifiuti cittadino. Una formula discutibile che, oltre a denotare la più imbarazzante confusione su come affrontare l'emergenza tanto da non avere ancora pronto un piano, evidenzia l'intenzione di coinvolgere solo i gruppi più vicini alla neo giunta, escludendo di fatto tutti gli altri soggetti che non hanno sostenuto la cavalcata elettorale di de Magistris. Un meccanismo svelato dall'associazione Napoli Punto e a Capo, pronta a intercettare il tam tam in atto sulla rete e chiedendo al vicesindaco un invito formale rivolto a una platea aperta. Solo a questo punto è intervenuto tardivamente Sodano, preannunciando la pubblicazione sul sito del Comune dell'iniziativa e le modalità di partecipazione.  
P.Car.
21 giugno 2011