Il Sindaco regala la Costituzione italiana ai giovani elettori. Ma è vecchia di 15 anni

Ai giovani elettori napoletani, chiamati per la prima volta alle urne, il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha pensato bene di inviare, accanto alla scheda elettorale, una Costituzione italiana. Nessuno pensi che si sia trattato di un tentativo sottile di propaganda, il primo cittadino di Napoli è un ex magistrato che ha a cuore le leggi fondamentali che reggono il nostro Paese. Peccato che sia rimasto indietro di qualche anno, visto che il cadeau risale a quattordici anni fa. Stando a quanto affermato dalla professoressa Carmela Capolupo in una lettera inviata a Palazzo San Giacomo e diffusa in rete, il testo ignora tutte le modifiche apportate alla Costituzione dal 1999 fino ai giorni nostri.


Di seguito il testo della lettera:

Ill.mo Sig. Sindaco,
ho molto apprezzato l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale che ha recapitato a tutti i giovani elettori napoletani una copia della Costituzione repubblicana, unitamente alla loro prima scheda elettorale.
Chi le scrive ha fatto del diritto costituzionale una scelta di vita professionale, può quindi ben comprendere con quale indole accoglie la lodevole proposta dell’amministrazione comunale.
Il testo della Carta costituzionale è preceduto da una lettera a firma del Sindaco nella quale, tra le altre cose, si mette opportunamente in rilievo l’importanza di conoscere la nostra Costituzione, «perché determina la nostra vita e quella della nostra comunità».
Vorrei in proposito osservare che altresì importante sarebbe conoscerla nel suo testo vigente…
E già, perché sfogliandola, ho malinconicamente constatato che si tratta di un testo fermo a circa quattordici anni fa.
Mi sembra doveroso ricordare che la nostra Costituzione ha subito alcune importanti modifiche, solo per citare le più significative per le tematiche che coinvolgono e per la loro portata: elezione diretta del Presidente della Regione (1999), giusto processo (1999), titolo V (2001), XIII disposizione transitoria (2002), art.51, sulle pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive (2003), art.27, sulla pena di morte (2007), art.81, sul pareggio di bilancio (2012).
Cosa penserà mai un giovane che, dopo aver letto la XIII disposizione transitoria, magari sente Emanuele Filiberto cantare in televisione in diretta dall’Italia ? Penserà che è un cantante clandestino privo del permesso di soggiorno ?
Sull’ultima pagina del testo donato ai fortunati giovani napoletani si legge «ultimo aggiornamento: domenica 23 marzo 2003». A quale aggiornamento ci si riferisce, se le riforme anteriori al 2003 non sono riportate ? E poi, cosa accadeva domenica 23 marzo 2003 ? La III di Quaresima, leggo sul calendario.
E allora, visto che il dono è preceduto da una lettera del Sindaco, che è stato anche europarlamentare e prima ancora magistrato, che dire ? Che il Sindaco non conosce la Costituzione vigente in Italia ?
Certo che no. La cosa è ben più grave, perché quel testo non è stato nemmeno apaticamente sfogliato dall’ultimo degli uscieri prima di essere messo in circolazione. E questo, caro Sindaco, diffonde un segnale pessimo, per almeno due ordini di motivi.
In primo luogo, perché esprime una sciatteria che veicola una certa idea di “napoletanità”, odiosa e insopportabile. In secondo luogo, perché induce ad escludere che la pubblicazione sia stata prodotta con l’intento mirato di mettere in campo quella che poteva essere una iniziativa esemplare; piuttosto ci assale l’atroce dubbio che questi opuscoli giacessero in qualche scantinato di Palazzo San Giacomo da almeno una dozzina di anni, e che sono stati messi in circolazione per non essere mandati al macero. Personalmente mi rifiuto di pensarlo, sarebbe troppo offensivo.
Caro Sindaco, i risultati elettorali ci fanno ragionevolmente ritenere che non ci separerà molto tempo dalle prossime elezioni politiche; e allora, proviamo a cercare negli scavi della metropolitana a ridosso di Piazza Municipio qualche traccia della Costituzione romana, un esempio di architettura istituzionale mista, peraltro emblematico dei nostri tempi. Sarebbe opportuno promuoverne la conoscenza tra i giovani che voteranno per la prima volta, magari allegando qualche preziosa testimonianza del Polibio, evocato in seduta spiritica per l’occasione … tra memoria del passato e speranze di un futuro.
Carmela Capolupo Università degli Studi di Napoli “Federico II” capolupo@unina.it

Testo della lettera ripreso dal blog di FraBa