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da Legno Storto:

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Le bugie del sindaco

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25 roghi in meno di due ore sono veramente tanti e la possibilità che vi sia una regia di chi vuole destabilizzare la situazione, più di quanto non lo sia già, è forte. Tuttavia il sindaco di Napoli si è lanciato in una serie di accuse attribuendo la responsabilità della mancata pulizia della città entro i cinque giorni da lui paventati per tornare in condizioni decorose. Ha parlato di fatti inquietanti in alcuni quartieri, addossando ai roghi dei rifiuti la causa del mancato intervento dell'Asia, per consentire la realizzazione delle indagini.

Crepe nella galassia pro-de Magistris

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Se il buongiorno si vede dal mattino...
È ancora emergenza rifiuti a Napoli, ma le promesse di De Magistris e Sodano si scontrano con i fatti: come già accaduto a Serre e poi ad Acerra, il neo assessore all'Ambiente, riempiendosi goffamente la bocca con gli slogan dei comitati e delle associazioni ambientaliste campani e proponendosi come "garante" del rispetto delle decisioni (già) prese, cerca di prendere tempo per contribuire a portare a compimento, nei fatti, il "ciclo integrato dei rifiuti", di cui ancora oggi molti non afferrano le devastanti conseguenze ambientali.
21 giugno 2011 - Coordinamento Regionale Rifiuti

Quanto vale la parola di de Magistris?

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Doveva cambiare la città, rivoltarla come un calzino trasformando il modo di fare politica e ridandole dignità e onore. De Magistris è l'uomo del momento, il liberatore di Napoli, la guida smarrita, il nuovo punto di riferimento per un popolo confuso e smarrito. A una settimana dal suo insediamento, tuttavia, deve fare i conti con la prima promessa non mantenuta. "Città pulita in cinque giorni". Napoli affoga nei rifiuti, come cinque anni fa; due anni fa; due mesi fa. Viaggio reiterato nel passato, Napoli ogni giorno è costretta a rivivere le stesse giornate fatte di miasmi, gente esasperata, incendi, contestazioni.

L'idealismo "Ma Ma " del sindaco de Magistris

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di Marco Demarco - 20/06/2011
Anche se nell'ebbrezza dell'esordio, la giunta de Magistris ha già segnato due punti a suo favore. Ha posto fine ad uno stucchevole moralismo e ha varato una nuova stagione di realismo politico. Sulla fine del moralismo si è già detto tutto a proposito del caso Narducci. I codici deontologici? Chiacchiere. Quel che conta è raggiungere l'obiettivo. Ora si spera che un simile atteggiamento sia tollerato anche quando a comportarsi così saranno gli avversari. Sul realismo, invece, c'è ancora molto da scrivere. Specialmente a proposito dell'emergenza rifiuti.

De Magistris: "Vado a Bruxelles. Anzi no, è inutile"

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Il neosindaco di Napoli a una settimana dall'insedimaneto della sua giunta è già in confusione. Nel giudicare senza mezzi termini la «situazione drammatica»,  rilancia affermando che «siamo determinati a operare senza alcun tentennamento, per questo sono stati rinviati tutti gli appuntamenti che avrebbero costretto il sindaco a lasciare Napoli». Tra questi, l’appuntamento di Bruxelles di domani, annunciato venerdì scorso dallo stesso de Magistris. Un appuntamento nel quale il sindaco e il governatore Caldoro avrebbero dovuto illustrare il piano rifiuti di Napoli in modo da attivare parte di quei 150 milioni di euro fermi all’Ue per risolvere il problema della monnezza napoletana.

De Magistris si è arreso: "Cinque giorni non mi bastano. Ma non è colpa mia"

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A poco più 48 ore dalla scadenza del termine per ripulire Napoli De Magistris getta la spugna, confermando di essere più un Masaniello dei poveri che un San Gennaro dei miracoli. Napoli pulita in cinque giorni? Belle parole. Nei fatti il raggiungimento dell'obiettivo si è dimostrato molto più complesso di quanto il neo sindaco immaginasse - o fingeva di non sapere.  Giggino a manetta  mette le mani avanti e annuncia: "Questa soluzione purtroppo sta naufragando e non per responsabilità del Comune di Napoli".

Rifiuti, Cesaro apre tre siti di trasferenza

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Ma a Caivano scoppia la rivolta
NAPOLI - Momenti di tensione e proteste accese a Caivano all'arrivo dei primi tre camion con la spazzatura di Napoli. Alcune decine di manifestanti, tra loro diverse donne, si sono radunati in località Pascarola dove, all'interno all'interno dei capannoni di proprietà della società Ambiente Energia Caivano, la Provincia ha individuato uno dei siti idonei per parcheggiare la spazzatura di Napoli. A capeggiare la rivolta c'è il sindaco del comune alle porte di Napoli, Antonio Falco: «L'ordinanza di Cesaro - ha detto all'Ansa il primo cittadino - ci è cascata addosso come una tegola in testa. Io stesso non sono stato avvisato. E lo hanno fatto di sabato, per impedirci di fare ricorso al Tar fino a lunedì.

Napoli pulita in cinque giorni? Si farà ma non serve a molto

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di Norberto Gallo - Napolionline
De Magistris ha esagerato ad annunciare che ripulirà Napoli in cinque giorni? Presumibilmente no, visto che il piano per rimuovere le duemila tonnellate già per strada ed evitare che vi si accumulino altri rifiuti è praticamente fatto. Sarà bene chiarire che la sua riuscita, però, dipende solo in parte dal sindaco.
In strada ci sono duemila tonnellate e sono mille e duecentocinquanta le tonnellate di rifiuti prodotti quotidianamente. Spiega Fulvio Bufi da il Corriere della Sera, che il neo presidente Asia Raphael Rossi, «ha potenziato i turni giornalieri (a eccezione della domenica), portandoli a tre e «lavorando quindi 24 ore su 24 sei giorni su sette». In questo modo, oltre alle 1250 tonnellate di produzione quotidiana, possono finire sui camion altre 450 tonnellate di spazzatura al giorno. Si arriverebbe così a raccogliere, teoricamente, 8500 tonnellate di immondizia in cinque giorni, addirittura di più delle 8250 calcolate moltiplicando per cinque la produzione quotidiana e aggiungendo le 2000 dell’attuale giacenza».

Sodano: siamo stati costretti al compromesso

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Vicesindaco Tommaso Sodano, si dice che la responsabilità amministrativa fa vedere la realtà da un’altra prospettiva. È capitato anche a lei?
«No, direi proprio di no perché sto sperimentando che la fondatezza delle mie denunce viene puntualmente confermata dall’emergenza continua nella città di Napoli. Chi aveva detto che discariche e inceritori avrebbero risolto il problema, oggi si trova a fare i conti con quello che stabiliscono le direttive europee».

Intanto, potrebbero obiettare che, a parte quello di Acerra, gli altri termovalorizzatori non sono stati costruiti.
«La verità è che in un sistema moderno di smaltimento bisogna soprattutto prevenire e ridurre la produzione di rifiuti, attuare la raccolta differenziata e avere gli impianti di compostaggio e le linee per il trattamento dei materiali riciclabili. Di tutto questo non c’è traccia».

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