La singolare e storica stratificazione degli impianti urbanistici di Napoli ha prodotto numerosi e spinosi problemi alla vivibilità dei suoi quartieri più antichi. In cambio, quasi che fosse una sorta di risarcimento, li ha gratificati di un patrimonio culturale (opere, monumenti, musei, quinte paesaggistiche) d’inestimabile valore.
Di questo, i monumenti (complessi architettonici, opere celebrativo-commemorative, paesaggi urbani) che testimoniano la nostra storia e riportano alla mente i grandi uomini del passato, rappresentano la parte più vulnerabile. L’Architettura - ha scritto Ferruccio Izzo, docente di composizione architettonica e urbana - è fatta di luoghi, dà nome, sostanza e senso ai luoghi. Si situa nella città e nel paesaggio, dona senso al nostro ambiente di vita…
Ma proprio questa sua fondamentale specificità la espone all’azione erodente degli agenti meteorici ed a quelle non meno perniciose dell’ignoranza e dell’accidia.
La 'temporanea' distruzione del patrimonio napoletano
- Lidio Aramu
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Aldo Masullo: "L'agonia della cultura napoletana" (Il Mattino)
- 27 Agosto 2012
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Pubblicato su "Il Mattino" del 24 agosto 2012Quella montagna di libri l'ho vista nascere. Tanto più tristezza e sdegno riempiono il mio animo nel sapere ch'essa è miserevolmente franata e quei libri come inutili sassi se ne staranno d'ora in poi accatastati in qualche rozzo capannone. Saranno anch'essi persi come i rifiuti nelle balle depositate senza termine nello squallore di campagne qua e là gravide di clandestine bombe ecologiche.
Tormento Napoli
- 24 Agosto 2012
- Lidio Aramu
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Lidio Aramu si interroga sul ruolo dei cittadini napoletani dinanzi alla 'ghettizzazione' e al degrado della città. E' amore vero quello che si traduce nelle tante immagini da cartolina ostentate dai napoletani? La vicenda della biblioteca dell'Istituto Italiano di Studi Filosofici
C’è una considerazione di Raffaele La Capria (l’occhio di Napoli) che turba la mia coscienza partenopea. Mi è entrata nel cervello e come un fiume carsico, con cadenze sempre più ravvicinate, fa balenare l’antinomia tra l’amore per Napoli e l’indifferenza dei napoletani nel vederla distruggere. L’estasi che non riesce a tradursi in tormento.
L’amore per Partenope che “viene fuori …da una continua produzione di libri, incisioni, disegni gouaches, fotografie, cartoline, quadri, eccetera che tramandano la bellezza degli edifici e delle piazze, delle chiese e dei monumenti, della natura e dei paesaggi… e allora come si spiega che questi stessi napoletani innamorati della propria città abbiano assistito senza batter ciglio e con suprema indifferenza a tutti gli scempi che l’hanno devastata? Fu distrazione, negligenza, abulia, mancanza di senso civico, incultura o che altro?”.
I Buddha di Bamiyan
- 21 Agosto 2012
- Lidio Aramu
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I 'tweet' di de Magistris, manifesto per la 'rivoluzione'
Non tutti sono a conoscenza del fatto che il sindaco di Napoli ama affidare ai tweet gli imperativi categorici della sua “rivoluzione”, la sintesi del demagistris-pensiero.
La loro lettura però lascia a dir poco sconcertati per l’abuso della retorica. L’ampollosità sgorga dall’auto-convincimento del primo cittadino di essere un Conducator alle prese con la sua personale rivoluzione.
“Solo movimenti politici rivoluzionari, pacifici, non violenti, possono rompere il sistema di poteri il cancro che vive di deviazione di Stato” ha scritto messianicamente de Magistris. Scartando per ovvie ragioni il Rivoluzionario dell’anno 0, ha in tutta evidenza inteso calarsi nelle candide vesti del Mahatma Gandhi.
Storie di Ville e di governi
- 09 Agosto 2012
- Lidio Aramu
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Dalla Villa Comunale alla Villa del Popolo: come coniugare la tradizione del passato con le esigenze dei tempi moderni
Quando si parla della Villa il pensiero va subito a quello spazio alberato che separa la lunga teoria di palazzi della Riviera di Chiaia dal mare. Un parco nato nel 1778 per volontà di Ferdinando IV e per opera di Carlo Vanvitelli ed ampliata da Stefano Gasse in due riprese sino alla Torretta. L’aspetto definitivo alla prima villa europea costruita “per servire ai piaceri del popolo” è opera di Errico Alvino (1862). Il suo progetto aveva, infatti, come obiettivo l’ampliamento dei giardini verso il mare grazie ad una colmata che avrebbe consentito, tra l’altro, di realizzare una strada di collegamento Mergellina-piazza Vittoria e di bonificare l’arenile ridotto ormai ad un’immonda discarica attraversata da fogne a cielo aperto.



