Sab12092026

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da Legno Storto:

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Pino killer, il Comune sapeva!

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È quanto si legge sul Mattino di oggi. Un barista telefonò ai Vigili del fuoco, la segnalazione al Municipio è stata recuperata dagli inquirenti. Viene a cadere, dunque, l'ennesima spiegazione consegnata dal Vicesindaco Tommaso Sodano in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno, tesa a sollevare dalle responsabilità l'amministrazione comunale.
Alla domanda di Paolo Cuozzo sugli allarmi rimasti inascoltati, Sodano risponde: "Allarmi non sono certo arrivati a noi. Da un controllo effettuato abbiamo verificato che né al mio assessorato, né all'ufficio parchi e giardini né, soprattutto, alla Protezione civile sono giunte segnalazioni. Così come ritengo che se fossero stati allertati i vigili del fuoco, e avessero ravvisato pericoli, avrebbero poi potuto, autonomamente, proceduto a tagliare l'albero. E di sicuro avrebbero avvertito il Comune. Ma così non è stato".

Crolla albero in via Aniello Falcone: muore una donna

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Episodio analogo in via Caracciolo nel 2006: centaura uccisa da un lampione
Una donna di circa 40 anni, che era alla guida della sua automobile a Napoli, è morta schiacciata da un albero caduto sulla strada che stava percorrendo. La tragedia è avvenuta in via Aniello Falcone. La vittima transitava in quel momento in una delle strade più apprezzate e panoramicche della cirtrà a bordo della propria Fiat Panda quando un pino si è abbattuto sulla sua vettura.

Una tragica fatalità con un precedente: un dramma analogo già vissuto a Napoli nel dicembre del 2006, quando una giovane donna fu travolta da un lampione in via Caracciolo mentre percorreva la strada in sella al suo motorino. In quell'occasione vennero individuati dei responsabili: i due funzionari della Ati Acea (la società che all’epoca dei fatti gestiva la manutenzione dei punti luce in città) che avevano la competenza nella manutenzione del lampione crollato in via Caracciolo. Per loro un anno e otto mesi di reclusione.

Appalti Coppa America, perquisizioni Gdf

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Indagati il fratello del Sindaco, il capo di gabinetto Auricchio, Maddaloni, Graziano e Hubler
Perquisizioni della Gdf realizzate nel corso della giornata presso gli uffici del Comune di Napoli, di Acn, Unione Industriali nell'inchiesta sugli appalti per le due edizioni della Coppa America a Napoli. L'ipotesi di reato è di concorso in turbativa d'asta. L'inchiesta riguarda presunte irregolarità negli appalti. Tra gli indagati: il fratello del sindaco, Claudio de Magistris; il capo di gabinetto del sindaco Attilio Auricchio, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni, il presidente degli Industriali Paolo Graziano, e Mario Hubler, dirigente di Acn.

Per gli inquirenti ci sarebbero state irregolarità su quattro assegnazioni di appalti per le regate di Coppa America, con ritardi nella definizione dei bandi e gare realizzate con affidamento diretto per i tempi ristretti rispetto all'evento. Incongruenze ampiamente sottolineate in occasione della prima serie di regate, ma un caso che si è incredibilmente ripetuto anche per la seconda serie di regate, quando gli organizzatori hanno replicato la formula nonostante un anno a disposizione per portare a compimento i lavori propedeutici alla realizzazione dell'evento.

Sequestrati i terreni ex Italsider ed Eternit: disastro ambientale

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(Adnkronos) - I carabinieri del comando provinciale e del Noe di Napoli stanno eseguendo un provvedimento di sequestro preventivo dei siti degli ex complessi industriali Italsider ed Eternit di Bagnoli. Il sequestro e' stato disposto, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli-sezione reati contro la P.A. e reati in materia ambientale dal gip del tribunale di Napoli, in composizione collegiale.

Le indagini della Procura hanno evidenziato "l'omessa bonifica dei terreni, nonché l'intervenuto ulteriore aggravamento dello stato di inquinamento dei terreni dell'area del complesso ex industriale rispetto alla condizione pre-bonifica"

Nel Tirreno si aggrava la morìa di delfini.

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Nuovi dati dalla rete di monitoraggio dell'Ambiente. Le cause da ricercare in un virus
Si aggrava in queste ore il bilancio dei delfini morti nel Tirreno dopo le recenti segnalazioni da parte della rete scientifica di monitoraggio predisposta dal ministero dell’Ambiente.
Sono 8 i nuovi spiaggiamenti di carcasse di delfino nella varietà stenella striata (stenella coeruleoalba). Sale così a 42 il bilancio complessivo degli esemplari di stenella spiaggiati dal 5 gennaio. Un allarme ambientale nei mari italiani che ha portato fra gennaio e febbraio una mortalità anomala di stenelle tra Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, contro la media storica di meno di 4 animali l'anno.