Dom13092026

Agg.:06:47:08

da Legno Storto:

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Italia promossa dalla Commissione Europea

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La Commissione Europea ha chiesto la chiusura del procedimento d’infrazione del deficit pubblico per l’Italia, avviato nel 2009, durante l’esecutivo di Berlusconi. La notizia, trapelata nei corridoi di Bruxelles già nei giorni scorsi, ha ricevuto l’ufficialità il 29 maggio.

Il documento certifica la politica di rigore e di tagli alla spesa pubblica attuata dal governo tecnico. Infatti l’attuale premier, Enrico Letta, commentando il via libera da parte della Commissione ha ringraziato gli italiani “per lo sforzo sostenuto” e il suo predecessore, Mario Monti, “al quale va il mio personale ringraziamento”. Non manca Letta di rimarcare il ruolo del suo governo il cui impegno «è quello di rispettare gli obblighi assunti in sede europea e di applicare il programma sul quale il Parlamento ha votato la fiducia». (la Repubblica, 29 maggio).

La Banca del Mezzogiorno? Finanzia le imprese del Nord

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(Lettera Napoletana) Che fine ha fatto la Banca del Mezzogiorno? Condannato a morire di lento soffocamento dai banksters del governo Monti (v. Sud: Banca del Mezzogiorno, Passera getta la maschera, LN 53/12), l’Istituto di credito pensato, nel progetto originario dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, come strumento per finanziare le Pmi (piccole e medie imprese) del Sud, serve in realtà ad erogare prestiti alla Fiat ed all’industria di Stato (Ansaldo, Fincantieri).

La Bdm, controllata al 100% da Poste Italiane e presieduta dal suo amministratore delegato, Massimo Sarmi, ha approvato il bilancio 2012 (chiuso con un attivo di 7,1 milioni). A leggere le cifre, pubblicate dal supplemento economico del Corriere della Sera, si resta stupefatti: «dei 750 milioni di finanziamenti messi a budget (...) per quest’anno - solo 100-150 milioni sono destinati alle piccole e medie imprese (…); 400 milioni (il 53%) sono rivolti a circa 400 grandi imprese; e i restanti 200 milioni (il 27 %) sono per erogare mutui e prestiti con cessione del quinto dello stipendio ai dipendenti delle Poste» (Corriereconomia, 29.4.2013).

Quello che le etichette non dicono

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Carcasse di volatili contenute nei wurstel di pollo

I nomi degli ingredienti descritti nelle etichette stampate sui prodotti alimentari spesso nascondono il reale contenuto dei vari composti, addensanti ed edulcoranti coi i quali si impastano i cibi che consumiamo. L’ultima novità riguarda la presenza di carcasse avicole nel noto prodotto, protagonista di hot dog e panini delle serate tra amici.

Come avviene la macellazione delle carcasse? Il procedimento consiste nel trasferimento delle suddette in speciali presse, dove sono macinate mediante l’utilizzo di particolari setacci per eliminare i residui ossei. Tale processo si chiama  “carne separata meccanicamente”, ed è il meccanismo con il quale la maggior parte di questi alimenti (quasi il 90%) vengono confezionati e venduti sugli scaffali dei supermercati. Dopo l’avvenuta separazione, si uniscono i conservanti e gli addensanti a seconda del tipo di wurstel fino alla realizzazione del prodotto.

Quello che Pino Aprile non capisce sul Sud

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(Lettera Napoletana) Al recente Convegno di Gaeta (15-17 febbraio) il giornalista ed autore di saggi sul Sud Pino Aprile ha pronunciato un lungo intervento, non senza suscitare perplessità e dissensi tra i presenti. Una ventina di persone hanno abbandonato la sala mentre parlava. Confermando una visione della “questione meridionale” priva di retroterra storico e pesantemente condizionata dall’ideologia, Aprile ha commentato a senso unico la cronaca politico-giudiziaria degli ultimi mesi. Il giornalista ha espresso la sua indignazione per l’inchiesta che coinvolge l’amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, vicino alla Lega, ha criticato la proposta del segretario della Lega, Roberto Maroni, di destinare per il 75% alla Lombardia le imposte pagate dai residenti (in realtà, la proposta riguarda tutte le Regioni, in linea con il federalismo fiscale), ha ironizzato sull’ex ministro della Pubblica Istruzione del governo Berlusconi, Maria Stella Gelmini ricostruendo (con diversi errori di fatto), una sua proposta “anti-meridionale” sui libri di testo peraltro non attuata. Aprile ha bollato con parole di fuoco Berlusconi e le sue frequentazioni private ed ha attaccato l’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti. Dalla sua ricostruzione ha tenuto accuratamente fuori qualunque episodio che coinvolgesse la sinistra del Pd e di Nichi Vendola, così come quella del pm Ingroia e dell’ex pm De Magistris. In cambio ha elogiato l’assessore alle attività produttive del Comune di Napoli Marco Esposito (presente a Gaeta non si capisce a quale titolo), eletto nelle liste dell’Idv di Antonio Di Pietro, e legato al sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Dell’assessore Esposito, LN si è recentemente occupata per l’iniziativa-bidone sulle assicurazioni (cfr. “Sud: l’estorsione delle assicurazioni e il vuoto di rappresentanza politica”, LN 60/13).

Bilancio Ue. Presentata la bozza per il quadro finanziario pluriennale 2013

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Dopo ore di consultazioni, le proposte del presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, in riferimento alle linee guida del bilancio comunitario sono state accettate dalla maggioranza dei capi di stato e di governo dei paesi membri dell’eurozona, riunitisi a Bruxelles per il vertice sul Bilancio Ue il 7 e 8 febbraio.

Il tetto complessivo di spesa, nella bozza di Van Rompuy, ammonta a 960 miliardi di euro per gli impegni, mentre i pagamenti effettivi sono di 908,4 miliardi. La cifra complessiva risulta inferiore di quasi 12 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale avanzata dallo stesso presidente del Consiglio europeo nel fallito vertice dello scorso novembre. Si evidenzia la forte contrazione economica dell’ultimo anno causa di una mancata politica di sviluppo improntata, invece, al rigore di bilancio.  Per la prima volta nella storia del bilancio Ue il tetto complessivo di spesa non aumenta. Infatti si nota la discrepanza rispetto all’ultimo bilancio, relativo al periodo 2007-2013, a livello di impegni e pagamenti effettivi pari rispettivamente a 34 e 34,6 miliardi.