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I costi di una rivoluzione - De Magistris senza freni: assunte altre due staffiste

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La squadra del sindaco arriva a quota 17 collaboratori. Una spesa abnorme, in aperto contrasto con i proclami di riduzione dei costi. Le spese per i collaboratori di sindaco e assessori superano di gran lunga quelle dei cda delle società partecipate.
Con il decreto sindacale n. 105 del  16 novembre 2011, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha rimpinguato la nutrita squadra di collaboratori diretti dell'ufficio del sindaco. Si è toccato, come gli spread di questi tempi, il massimo storico con ben 17 staffisti alle dipende dell'inquilino di Palazzo San Giacomo. Le ultime due assunzioni hanno una durata limitata ai prossimi due mesi, salvo eventuali rinnovi.


Il tetto di spesa resta invariato, con i 600.000 euro annui fissati dalla deliberazione di Giunta del giugno scorso per l'ufficio di diretta collaborazione del Sindaco e il milione e duecentomilia euro previsti per i collaboratori degli Assessori (più l'aggiunta di duecentomila euro per eventuali integrazioni).  Totale: due milioni di euro all'anno per pagare gli stipendi a un gruppo di valorosi alfieri della rivoluzione arancione. Una spesa che supera, incredibilmente, quella maturata per tutti i cda delle vituperate società partecipate del Comune. Costo previsto, stando alle cifre pubblicate sul sito del Comune di Napoli, 1.359.000 euro.

I sostenitori del primo cittadino difendono le sue scelte ricordando che tutte le amministrazioni locali assumono collaboratori diretti (la Iervolino è arrivata ad avere un massimo di dieci staffisti, con una spesa significativamente inferiore, ndr). Infatti, proprio come un sindaco qualsiasi, de Magistris non si sottrae alle logiche tipiche della casta, e anzi si impegna al massimo per eccellere in questa speciale classifica. E meno male che le casse del Comune di Napoli erano state completamente prosciugate, altrimenti non osiamo immaginare fino a che livello sarebbe stata spostata l'asticella della spesa. Del resto ogni rivoluzione deve fare i conti con i suoi costi e anche quella demagistriana non si sottrae alla regola.
Paolo Carotenuto
17 novembre 2011