L’arte di essere uomini non muore mai

Tanta commozione al concerto per l’Emilia in frantumi

L’arte di essere uomini non muore mai

Oltre ai morti, ai feriti, agli sfollati, alle fabbriche e alle case, L’Emilia ha perso secoli di storia. I danni maggiori di questo mostruoso terremoto -ormai lo sappiamo bene- si sono registrati tra Sant'Agostino (Ferrara), Finale Emilia e San Felice sul Panaro (Modena) dove il sisma ha avuto il suo epicentro. Sono implose chiese, torri, castelli, rocche e, in alto, il tempo degli orologi si è fermato alle 4,06.

Ma il dolore è il più grosso motore che ci sia e, con questo scenario desolante da guerra atomica nel cuore, ieri sera è andato in scena nello stadio Dall'Ara di Bologna un mega concerto di musica di tre ore filate, organizzato in due settimane, con un incasso che ha sfiorato i 2,5 milioni di euro.

Zucchero, Guccini, Caselli, Ligabue, Morandi, gli Stadio, i Nomadi, Bersani, Carboni, Carrà, Cremonini, Pausini, Mingardi e persino Lucio Dalla, ricordato da tutti con le parole e con le immagini, sono saliti sul palco con la loro arte per aiutare e incitare al coraggio i conterranei più sfortunati. E guardandoli tanto commossi e provati, come ci è apparsa grande questa Italia, così piena di tutto. Una terra di arte, di talenti, di cose belle, piccole e grandi. Una terra di ladri, di sciacalli e delinquenti. Ma soprattutto una terra concimata di humanitas, il contributo più nobile che l’Italia riesca, all’uopo, copiosamente a versare.

Giugno 2012

Ivana Porcini