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Tirrenia: entra in servizio la motonave Dimonios

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Tempi più rapidi nei collegamenti Napoli - Cagliari
Dal 29 maggio alle 19 la motonave Dimonios della Tirrenia è entrata in servizio sulla linea Napoli-Cagliari, in sostituzione dell'Aurelia. Grazie a questa nuova nave, sottolinea la compagnia di navigazione, i tempi di percorrenza su questa rotta si riducono di oltre quattro ore, passando da 17 a 13 ore di traversata.

Il Dimonios sarà impegnato anche sulle linee Palermo-Cagliari e Trapani-Cagliari.

L'ammiraglio, gli scolari e la rivoluzione culturale

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Napoli è una città di mare. In molti tuttavia ritengono che la sua relazione col Tirreno sia epidermica, casuale o addirittura inesistente. Da sempre, nella vulgata popolare, il mare assume il valore di balneum, solis et otium, di mera scenografia al vivere quotidiano. Napoli è sì stata fondata da genti venute dal mare, lo stesso mito di Partenope riporta al Mediterraneo, ma a guardar bene nelle pieghe della sua storia, il porto di Roma fu Puteoli e non Napoli, Bacoli la sede della Classis Misenensis e della schola militum (fanti di marina), Amalfi una delle quattro Repubbliche marinare. Il mare per Napoli cominciò ad assumere un’importanza vitale come elemento di comunicazione e fonte di traffici con gli angioni e gli aragonesi. Rilevanza che scemò con la corsa alla colonizzazione dei territori del Nuovo Mondo, per poi rinvigorire con l’avvento di Carlo di Borbone e del Fascismo. Due epoche storiche distinte e distanti ma che in comune avevano, per lo sviluppo economico di Napoli e del Mezzogiorno, una visione strategica mediterraneo-centrica.

La festa dei beni comuni alla Mostra d'Oltremare

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I corifei della “rivoluzione” arancione sono raggianti e sbuffano a più non posso nelle chiarine della propaganda: riaprono l'Hotel Palazzo Esedra e il Ristorante della Piscina, due importanti strutture ricettive della Mostra d'Oltremare di Napoli.
Alla cerimonia inaugurale molte le autorità, tanta la gente si accalca ai buffet. Mancano solo i cineoperatori dell’Istituto Luce.
A pensarci bene forse si tratta della “festa dei beni comuni” promessa da de Magistris nel corso del Forum dei Comuni del 2012. Quando con le mani sui fianchi, con voce stentorea e curando di scandire bene le sillabe, affermò che le “politiche dei beni comuni servono ad aggredire le logiche predatorie del capitalismo”.

Cambiare perché tutto cambi

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Non è facile descrivere ciò che accade a Napoli in questi ultimi tempi. Il rischio di ripetersi è forte sebbene la disponibilità di spunti per una riflessione sullo “stato dell’arte” sia pressoché infinita. Ci si può avventurare in una gimcana letteraria tra le buche stradali o in una salutistica traversata descrittiva dei tossici suoli dell’ex polo industriale di Bagnoli e della venefica colmata. Magari dopo i tre canonici puntini sospensivi delle interminabili attese alla fermata dell’A.N.M. In alternativa ci si potrebbe dedicare all’epica degli autobus perduti nello sperpero d’ingenti e pubbliche risorse finanziarie o alla critica della ragion pratica che ha prodotto la traumatica mutazione di un luogo simbolo come la Caracciolo in un’apoteosi del kitsch. Qualunque sia l’itinerario scelto, con ogni probabilità ci si ritroverà all’ombra di Palazzo San Giacomo.

A ben guardare tuttavia, tra le sfumature cromatiche della quotidianità, emergono non poche ed obbrobriose anomalie riconducibili a ben altre responsabilità. Le famigerate devastazioni della storica Villa comunale, i degradati e/o sprangati edifici - laici e religiosi - del centro storico, il territorio sfregiato dalle discariche per i rifiuti, il mancato decollo dei grandi progetti per il risorgimento economico di Napoli, come si sarebbe detto agli inizi del Novecento.

Quel legame indissolubile con Gesco

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La Giunta de Magistris cambia. Tra le new entry Roberta Gaeta, neo assessore alle Politiche sociali, proveniente dal consorzio di cooperative sociali che già avevano regalato il proprio presidente alla Giunta arancione.
Del rimpasto della Giunta de Magistris, atteso e annunciato da mesi, si continuerà a discutere a lungo. Tra i tanti aspetti, spicca una continuità inspiegabile che vede l'assegnazione dell'assessorato alle Politiche sociali a un rappresentante della galassia Gesco. Dopo le dimissioni di Sergio D'Angelo, ex presidente del consorzio di cooperative operanti nel sociale e fornitore-partner di una certa rilevanza del Comune di Napoli, avvenute all'indomani dell'infelice candidatura alle elezioni politiche nella lista del magistrato Ingroia, la casella è stata riempita con un altro esponente di quel mondo. Roberta Gaeta, neo assessore, è infatti presidente di ETICA, cooperativa nata nel 1999 e dal 2003 nel consorzio di Gesco. La cooperativa opera prevalentemente nell'ambito dei servizi all'infanzia e all'adolescenza e gestisce una scuola dell'infanzia e un nido, una comunità alloggio per minori ed opera nel settore dell'affidamento familiare.