Ven11092026

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da Legno Storto:

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L'orgoglio di una città senza dignità

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Nella Napoli umiliata e martoriata dal degrado morale e materiale, c'è chi invita a volersi bene, a essere orgogliosi dei mirabolanti risultati ottenuti dall'amministrazione locale con l’organizzazione di qualche regata nel golfo e una corsa di biciclette. Eventi con i quali si vorrebbe mostrare il riscatto di una città che non si piega dinanzi alle difficoltà e alla crisi, ed invece non sono altro che il maldestro tentativo di coprire il fallimento di una rivoluzione annunciata a parole e mai partita.

In realtà non potrà esserci crescita se il cambiamento non investirà prima i napoletani. Non serve l'amore dichiarato per la città, ma educazione civica, rispetto del vicino e delle istituzioni, decoro personale e collettivo.  Elementi che sono alla base del vivere comune, sempre più lontani dalle coscienze di gran parte del popolo, a sua volta vessato da una politica del territorio schizofrenica e tesa ad ostacolare i cittadini più che a fornirgli i servizi minimi essenziali.

Le sacche di marciume si sono moltiplicate, divorando ogni angolo della città, aggredendo in modo irrimediabile le aree cittadine ritenute un tempo il salotto buono della città.

A Napoli, la contro-rivoluzione non passerà!

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Parola di Giggino ‘a Marianna
Nel 2011 si formò un’alleanza contro il privilegio e genericamente per la libertà e l’uguaglianza. Alleanza che si rivelò vincente seppure minorataria, rispetto al numero degli elettori aventi diritto al voto. Tuttavia, con l’acuirsi delle difficoltà della crisi economica, con lo sviluppo dei contrasti sociali derivati dal blocco della mobilità nel centro storico di Napoli, quest’alleanza culminò sì col governo rivoluzionario di Giggino ‘a Marianna, ma all’alto prezzo di lacerazioni del tessuto del Terzo Stato (borghesia dell’artigianato, del commercio, delle professioni…).
Si arrivò così alla “guerra” che portò il paese ad un passo dalla rovina, mentre una grande e grave crisi economica europea azzannava risparmi e consumi dei napoletani.

Ritirate polpette e carni dall’Ikea d’Oltralpe

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Sintomi di avvelenamento per una famiglia francese in seguito al pranzo consumato presso l’ Ikea di Lissess, vicino Parigi. Sul banco degli imputati le polpette di carne. Immediato il ritiro dell’alimento incriminato dai punti di ristoro dello store svedese.

Le condizioni di salute del nucleo familiare, due adulti e tre bambini, non destano particolari preoccupazioni tanto da lasciare nella stessa giornata l’ospedale nel quale sono state eseguite le analisi necessarie per accertare l’avvenuta intossicazione.

Quello che le etichette non dicono

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Carcasse di volatili contenute nei wurstel di pollo

I nomi degli ingredienti descritti nelle etichette stampate sui prodotti alimentari spesso nascondono il reale contenuto dei vari composti, addensanti ed edulcoranti coi i quali si impastano i cibi che consumiamo. L’ultima novità riguarda la presenza di carcasse avicole nel noto prodotto, protagonista di hot dog e panini delle serate tra amici.

Come avviene la macellazione delle carcasse? Il procedimento consiste nel trasferimento delle suddette in speciali presse, dove sono macinate mediante l’utilizzo di particolari setacci per eliminare i residui ossei. Tale processo si chiama  “carne separata meccanicamente”, ed è il meccanismo con il quale la maggior parte di questi alimenti (quasi il 90%) vengono confezionati e venduti sugli scaffali dei supermercati. Dopo l’avvenuta separazione, si uniscono i conservanti e gli addensanti a seconda del tipo di wurstel fino alla realizzazione del prodotto.

Le energie rinnovabili alla Mostra d’Oltremare

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Si è conclusa la VI edizione della Mostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica nel Mediterraneo, EnergyMed.

I padiglioni della Mostra d’Oltremare hanno ospitato la VI edizione organizzata dall’ANEA, l’agenzia napoletana energia ed ambiente, dedicata all’esposizione dei prodotti ecosostenibili. La tre giorni, iniziata l’11 aprile e conclusasi il giorno 13, ha visto la partecipazione di numerose aziende attive nel settore delle energie rinnovabili insieme alla presenza di istituzioni- enti pubblici ed università- interessate ai nuovi scenari relativi allo sviluppo di tecnologie innovative.

Le associazioni civiche ad una svolta esistenziale

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La retorica, ritenuta a torto un’arte demodé, vive ed è trionfante. Essa non è più l’arte del dire di ristrette oligarchie intellettuali, ma ha subito una profonda mutazione al punto che oggi si parla di “retorica digitale”. E’ quella che tracima dalle pagine web delle associazioni civiche. Una retorica utilizzata più come strumento di persuasione e di seduzione che come mezzo di rappresentazione di una visione del mondo, di un’architettura di pensiero. Una retorica in cui la contingenza viene elevata a valore.

Con essa si cerca di ottenere il consenso e l’investitura popolare. E lo straordinario successo del Movimento 5 Stelle ne dimostra appunto la potenza e l’efficacia. Al momento quella che si percepisce sulla rete “partenopea” è più auto-celebrativa, frammentata in mille rivoli, strumentale al riconoscimento del ruolo di leader dell’onda lunga del dissenso che quotidianamente si abbatte sulla diga del nulla eretta dall’amministrazione de Magistris.

Ombre e responsabilità arancioni su Bagnoli

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DE MAGISTRIS STRETTO NELLA MORSA DELLA RIVOLTA “CONSERVATRICE” E DEL DISASTRO AMBIENTALE DI BAGNOLI
Se ne parlava da tempo e non certo nei confessionali. Da anni, la bonifica dell’ex polo industriale occidentale con tutti i suoi risvolti di ordine scientifico, politico e sociale, è argomento privilegiato della polemica politica. E non solo. Le sue aporie hanno dato la stura ad innumerevoli articoli, dossier, instant book e a non poche denunce presentate da uomini di scienza e da civiche associazioni alla Procura napoletana.

Il ministro per l’ambiente Edo Ronchi non aveva avuto esitazioni a definire la colmata di Bagnoli “bomba ecologica”. I Governi sapevano. Napoli sapeva. Tuttavia – e se ne ignorano tuttora i motivi – appelli, proteste e denunce non hanno mai avuto la risposta che avrebbero meritato. Lo stesso candidato a sindaco, Luigi de Magistris, tra le tante suadenti promesse aveva manifestato la volontà di sopprimere la BagnoliFutura in considerazione del fatto – come ebbe a dichiarare all’ANSA – che «Bagnoli è una pagina vergognosa di commistione tra politica e crimine attorno al denaro pubblico». Affermazione che gli procurò la querela miliardaria del presidente Riccardo Marone e del direttore generale Mario Hubler della società che si occupava della bonifica di Coroglio. Vicenda finita, come molte discutibili cose napoletane, a “tarallucci e vino”.

Sequestrati i terreni ex Italsider ed Eternit: disastro ambientale

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(Adnkronos) - I carabinieri del comando provinciale e del Noe di Napoli stanno eseguendo un provvedimento di sequestro preventivo dei siti degli ex complessi industriali Italsider ed Eternit di Bagnoli. Il sequestro e' stato disposto, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli-sezione reati contro la P.A. e reati in materia ambientale dal gip del tribunale di Napoli, in composizione collegiale.

Le indagini della Procura hanno evidenziato "l'omessa bonifica dei terreni, nonché l'intervenuto ulteriore aggravamento dello stato di inquinamento dei terreni dell'area del complesso ex industriale rispetto alla condizione pre-bonifica"

Giggino fa parte del passato. Chi sarà il prossimo?

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Ormai è come sparare sulla Croce Rossa. Luigi de Magistris è sempre più solo. L’attacco frontale è stato sferrato dall’economista Riccardo Realfonzo, dagli storici Giuseppe Galasso e Francesco Barbagallo, mentre le ali di quello che ormai appare come un esercito di “liberazione”, formato da imprenditori, frange di partiti politici, associazioni di cittadini ed esponenti della cosiddetta società civile, cingono in un asfissiante assedio la roccaforte degli arancioni.

In città non si respira un clima “da presa della Bastiglia”, ma qualcosa di molto simile ad esso. La tensione si avverte nell’aria. Certo l’immaginifico sindaco ce l’ha messa tutta – e ci è riuscito - per saldare in una sorta di “alleanza temporanea di scopo” le diverse anime della città. Comunità rigidamente separate da sempre dal proprio particulare, per incanto hanno preso a marciare l’una al fianco dell’altra per portare l’assalto decisivo al Palazzo San Giacomo.

A fronteggiare l’attacco di questo estemporaneo esercito è rimasto il sindaco con una sparuta schiera d’immarcescibili plauditores e di tetragoni laudatores della rivoluzione che fu.

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