Il Napoli riprende la marcia verso la Champions League. Il Genoa cede nel finale a un buon Napoli
Quella col Genoa non è mai una partita qualunque. Unite dallo storico gemellaggio, le due tifoserie hanno dato vita ad uno spettacolo nello spettacolo, come di consueto recita l’amicizia. Il clima disteso non ha coinvolto però le due compagini impegnate sul campo. Napoli e Genoa hanno dato vita ad una vera e propria battaglia sotto un diluvio durato tutti i novanta minuti che però non ha limitato il flusso della gara. Decimato dalle numerose assenza, Ballardini ha fatto di necessità virtù schierando atleti finora poco utilizzati come Kucka che, spinto da grandi motivazioni, ha recitato la parte del migliore tra i grifoni. Rientrati dalla squalifica, Cannavaro e Lavezzi hanno ricomposto il parterre titolare mancato nella sfortunata trasferta palermitana.
Ripresosi dal momento buio, da segnalare il ritorno tra i titolarissimi anche Walter “el mota” Gargano, relegando l’algerino Hassan Yebda tra i panchinari. La gara inizia con fare molto agonistico, a centrocampo molti scontri, il gioco non ha mai un padrone dichiarato. Gli azzurri affidano le loro ripartenze nei piedi del “pocho” Lavezzi, supportato ottimamente da Andrea Dossana, tra i più in forma del momento. La gara percorre momenti frizzanti ad attimi di sbandamento da ambedue i lati, la stanchezza di questi tempi è un comun denominatore. I liguri riescono spesso ad arginare il capocannoniere della serie A, lo stesso Edinson Cavani che, colto da un sussulto d’egoismo, nega una facile palla-gol al compagno Lavezzi. Eravamo circa alla mezz’ora di gioco.
Ma se da un lato c’è astinenza da conclusioni, dall’altra c’è Floro Flores che mai riesce a divincolarsi dalla marcatura dell’amico-avversario Paolo Cannavaro che gli prende tempo e velocità ad ogni sua iniziativa. Il secondo tempo non brilla per particolari occasioni da rete. Lavezzi si dà un gran da fare ma il tiro non è di certo il suo cavallo di battaglia. Gargano sciupa una buona occasione da rete a pochi passi dalla porta sparando alto in curva tra il boato del San Paolo che ha strozzato la gioia del gol. La svolta arriva però nel finale. A sette minuti dal novantesimo una palla scodellata dalla sinistra imbecca la spizzata di Cavani che mette Hamsik in condizioni tali da battere Eduardo da posizione ravvicinata, ma non semplicissima vista l’angolatura. Lo stadio esplode e i tifosi fanno schizzare il volume al massimo del loro delirio. Il giovane slovacco ancora una volta ci mette una pezza sbloccando una partita avviata su uno zero a zero. Il Napoli torna a vincere scacciando via scetticismo e delusione per due sconfitte consecutive. Udinese e Palermo sono cancellate. Ora avanti il prossimo, nel Salento, a Lecce, sarà battaglia.
Alberto Cuomo
2 maggio 2011



