Condannati!

Cinque anni e quattro mesi per il grande imputato di calciopoli Luciano Moggi. Condanne anche per Bergamo, Pairetto, Lotito, Della Valle
9 novembre 2011, ore 20,02: La lama della ghigliottina è caduta. Il giudice del tribunale di Napoli, Casoria, legge le sentenze relative a calciopoli. Sedici le condanne e otto le assoluzioni.
SENTENZE - Che fosse il giorno più lungo per la giustizia napoletana lo si era intuito sin dalle prime ore del mattino: volti distesi e sicuri della peroratio dei propri legali. Nel pomeriggio tocca alle parti. Esordio delle difese ed epilogo alla pubblica accusa, poi il ritiro della corte per deliberare.

“La sentenza recita la conferma dell’impianto accusatorio, dunque, condannato a cinque anni e quattro mesi Luciano Moggi, mattatore indiscusso del processo. L’ex dg bianconero ha avuto il daspo e l’interdizione ai pubblici uffici per associazione a delinquere. Scattano le condanne anche per i designatori arbitrali Paolo Bergamo (3 anni e 8 mesi) e Pierluigi Pairetto (1 anno ed 11 mesi). Assolti l’ex arbitro Rodomonti, Fazzi, Fabiani, Mazzei, Scardina, Ambrosino, Cennicola e Gemignani. Escluse tutte le istanze risarcitorie contro la Juventus, che, secondo il giudizio della corte, non era a conoscenza dei reati. Il particolare significativo è rappresentato dal fatto che i giudici hanno affermato l’esistenza di una cupola alla base della quale c’era proprio “Lucianone”. Tale cupola era alimentata da Della Valle, Lotito e Foti, i quali dovranno lasciare incarichi federali e societari.

IL GIORNO DOPO - Le reazioni non si fanno attendere. Al termine di una notte inquieta è proprio Moggi a presentarsi a stampa e tv nazionali.” E’ stata una sentenza già scritta. Sono state omesse otto frodi e lasciate dieci. Mi sento bene umanamente, in quanto ho combattuto per me e per tutti coloro che sono stati distrutti al processo. Sono deluso dalla giustizia, ma andrò in appello: continuerò a combattere. Queste le parole dell’ex dg bianconero. Massimo Moratti, patron neroazzurro decide di non commentare la sentenza.

Paolo Pergamo riflette: “Questo processo è stato vergognoso, mi sento vittima di una farsa”. Soddisfatto, il pm Stefano Capuano rimette l’accusa lanciata:”Qui si parla di calciopoli, non di farsopoli”. I protagonisti della condanna sono concordi nell’andare in appello, al fine di dimostrare la propria estraneità ai fatti. Si chiude così il primo capitolo di una “meravigliosa storia mediatica italiana”, che vede la giustizia in vantaggio sulla presunta immoralità sportiva.
Renato Torri
10 novembre 2011