Dom13092026

Agg.:06:47:08

da Legno Storto:

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Calcio

Il calcio è un'altra cosa

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Marco van Basten, oggi responsabile FIFA, presenta le sue idee innovative per rivoluzionare il mondo del calcio.

"Il calcio come non l’avete mai visto". Potrebbe essere questo lo slogan adottato da Marco van Basten per lanciare il suo progetto innovativo, rivolto, secondo le intenzioni del “cigno di Utrecht”, a modificare radicalmente lo sport più seguito del mondo.
L’ex fuoriclasse di Ajax e Milan, scelto dal presidente Gianni Infantino come responsabile FIFA per lo sviluppo tecnico del calcio, ha esposto le sue idee, destinate a far discutere.

In medio stat virtus

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Stop della Federcalcio cinese a spese e ingaggi folli. D’ora in poi le squadre dovranno rispettare il tetto salariale stabilito dal governo.

Niente più spese pazze. La Cina chiude i cordoni della borsa e si scrolla di dosso la scomoda etichetta di “El Dorado” del calcio. Con effetto immediato i club saranno chiamati a non sforare il tetto salariale stabilito dalla Federcalcio, una sorta di fair play finanziario orientale.

Medioevo Italiano

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Cara Italia, hai toccato il fondo, ora devi destarti!

9 luglio 2006: l’Italia è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. Feste, caroselli, sfilate e la classica abitudine italiana di salire tutti sul carro del vincitore.
13 novembre 2017: l’Italia non va oltre uno scialbo 0-0 casalingo con la modesta Svezia ed è eliminata nel play off di accesso al Mondiale 2018, mancando per la prima volta dopo sessant’anni la qualificazione alla massima rassegna intercontinentale.

Si è chiuso così, nel peggiore dei modi, il decennio nero della Nazionale italiana, paragonabile solo al periodo 1958-1966. All’epoca, dopo la sconfitta contro gli sconosciuti nordcoreani, madre di tutte le figuracce calcistiche azzurre, fu adottata una soluzione drastica: blocco delle frontiere e possibilità di schierare solo calciatori italiani.

Sogna Napoli, sogna!

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Tifosi, presidente e giocatori in coro: “Vinceremo lo scudetto”

Un sogno chiamato scudetto. Record di punti, record di vittorie, record di gol. Tutti primati di cui essere fieri e orgogliosi, ma che non bastano più ad appagare la fame e la voglia di successi del popolo napoletano.

Dall’anno prossimo il Napoli dovrà lottare dalla prima all’ultima giornata per il gradino più alto del podio. Ma come compiere quest’ultimo decisivo e difficilissimo salto di qualità?

Ecco il Napoli del futuro

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Quello di oggi è un Napoli che grazie al gioco espresso ha generato consensi di critica e di appassionati. Ecco i passaggi fondamentali per ambire a qualcosa di più.
Vincere e convincere. Lo sentiamo dire spesso e viene ripetuto come un mantra ma i fatti dimostrano che per essere vincenti non bisogna necessariamente giocare un calcio spettacolare. Il Napoli di Sarri fino ad ora ha perlopiù convinto tutti che lo scettro di “squadra più bella d’Italia” appartenga agli azzurri. Sta di fatto, però, che in bacheca le caselle dei trofei siano pressoché vuote ed è quindi evidente che qualcosa ancora manchi. Ma cosa? Sebbene possa risultare antipatico dirlo il Napoli dovrebbe prendere a modello, almeno sotto qualche aspetto, una squadra che da 6 anni a questa parte porta all’ombra della mole lo scudetto, la Juventus. E se, come detto, il Napoli possa precedere la Juventus sotto profilo estetico, è pur vero che in altri ambiti la Juve prevale nettamente, ed è proprio qui che la distanza si fa decisiva. È una questione di progettualità fatta principalmente di 3 fattori, stadio di proprietà, fatturato, top player.